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COSA SI SON DETTI OBAMA E KARZAI 13/1/13

Tutti i nodi sul ritiro americano in Afghanistan. Che restano tutti ancora molto vaghi

a sn la Casa Bianca

Emanuele Giordana

Domenica 13 Gennaio 2013

Cosa si sono detti Barak Obama e Hamid Karzai nell'incontro di venerdi scorso a Washington? Se ne sa poco per non dire nulla, stando alla conferenza stampa finale, riassunta dall'Agenzia italia: “AGI) - Washington, 11 gen. - La presenza di un contingente ridotto di soldati Usa in Afghanistan dopo il 2014 e' "possibile" anche dopo il completamento delle operazioni di ritiro del grosso delle truppe (al momento a quota 66.000). Così un comunicato della Casa Bianca al termine dell'incontro tra il presidente Barack Obama e l'omologo afghano Kamid Karzai. Nei giorni scorsi il Pentagono aveva fatto filtrare, come possibile elemento di pressione su Kabul, l'eventualita' che come in Iraq anche in Afghanistan sarebbe stata possibile la cosiddetta "zero option", secondo la quale neanche un militare americano sarebbe rimasto dopo il termine della fine del 2014".

Tutta l'attenzione si è concetrata sui numeri del ritiro dopo che l'8 gennaio Ben Rhodes, vice national security adviser alla Casa Bianca, ha detto che esiste una “opzione zero” dopo il 2014. Ma stando a diversi osservatori (l'Economist ad esempio) il ritiro non sarà completo. Si fa la cifra di 6mila uomini contro i 15mila proposti dall'ex capo della Nato in Afghanistan John Allen che aveva comunque rivisto al ribasso la stima proponendo poi una forza compresa tra le 3mila e le 9mila unità (contro le stime di chi dice che ci vorrebbero ancora almeno 30mila uomini: questi ultimi fanno rilevare che una sola delle 23 brigate dell'esercito afgano può operare da sola e, nel contemnpo, i militari afgani lamentano di non avere abbastanza armamenti pesanti né un0aviazione degna di questo nome).

Ma se i numeri del dopo 2014 non sono sicuri, c'è altro. I due si sarebbero accordati su almeno tre cose: il famoso ufficio talebano in Qatar, una realtà de facto. Il passaggio di consegne all'esercito afgano della sicurezza nazionale per primavera (anziché in estate) e la definitiva giurisdizione afgana sui prigionieri di Bagram (ora sotto sola tutela americana). Resta però un punto: l'immunità per le truppe Usa su suolo afgano. Qui Karzai si deve essere impuntato e le bocce sono ferme.

Per ora non ne sappiamo granché di più né sappiamo quante truppe la Nato deciderà di lasciare e con che ruolo. E l'Italia? Qui è buio totale. Per ora sembra che abbiamo ritirato 200 soldati su 4200. Una palla che passa al nuovo esecutivo.

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