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La proposta di "Afgana" e della delegazione venuta in visita in Italia da Kabul
A sinistra il sottosegretario De Mistura: appoggio alle proposte dal basso

Lettera22

Sabato 17 Novembre 2012

Nell'aprile del 2014 si vota in Afghanistan. Dunque bisogna garantire un serio monitoraggio delle prossime elezioni afgane e soprattutto verificare l'accesso delle donne alle urne. Un progetto che non venga affidato al governo afgano ma alle organizzazioni della società civile, a garanzia che il processo elettorale sia trasparente e democratico in ogni sua fase.

E' questa una delle proposte che la società civile afgana e quella italiana hanno fatto ieri al Sottosegretario agli Affari Esteri, Min. Staffan De Mistura a conclusione di una settimana di incontri con le istituzioni nazionali e alcune/i esponenti del Parlamento italiano. Per finanziare anche questo intervento, il Comitato della società civile afgana e la rete italiana “Afgana” hanno chiesto al Ministero per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione e al Ministero degli Affari Esteri la costituzione di un fondo comune (Joint Cooperation Fund of civil society) per la società civile.

De Mistura, nell'incontro, ha per altro sottolineato come “la maniera più efficace per contribuire alla continuità dell'attenzione e dei finanziamenti della Comunità internazionale sia quella di focalizzare e sostenere i diritti delle donne afgane, appoggiare la creazione di una Casa della società civile e coinvolgere le stesse donne afgane nel monitoraggio del processo elettorale”.

Negli incontri istituzionali la delegazione sociale afgana ha manifestato la preoccupazione per il dopo 2014 e in particolare ha chiesto al Governo italiano di monitorare la trasparenza dell' operato delle istituzionali nazionali afgane, attraverso un monitoraggio e un rendiconto politico e sociale delle loro attività. Ha inoltre sollecitato un intervento specifico per il sistema giudiziario , per garantirne maggiore efficacia ed efficienza.

La società civile afgana ha espresso il proprio appoggio a due iniziative proposte dalla rete Afgana: la prima è la “Campagna 30%” che significa che, per ogni euro risparmiato col ritiro delle truppe militari, 30 centesimi devono essere reinvestiti nello sviluppo sociale, nella lotta alla povertà, per i rafforzamenti della società civile in Afghanistan. La seconda riguarda il progetto di costruzione di una “Casa della società civile” a Kabul, espressione “fisica” della presenza politica della società civile afgana. Un progetto su cui il Parlamento italiano si è già espresso impegnando in questo senso il Governo.

Vai al sito di Afgana



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