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LA CONGIURA DEL SILENZIO SULLE VITTIME AFGANE 31/10/12

L'Afghanistan scompare dalle cronache ma si continua a morire
(A sn un Amx in volo)

Emanuele Giordana

Mercoledi' 31 Ottobre 2012

La freddezza dei numeri, primi o ultimi che siano, difficilmente riesce a restituire il dramma della morte. Così poco lo fa che il capitolo delle “vittime civili”, coloro che non portano una divisa, è stato scritto con la minor pubblicità possibile. E il clamore con cui diamo rilievo alla morte di un militare è tanto esteso quanto lo è il silenzio che riguarda uomini, donne e bambini senza nome.
Ogni anno, la missione dell'Onu in Afghanistan ( Unama) tiene il rendiconto di quel silenzio che, da qualche tempo a questa parte, viene per lo più ignorato dai giornali, molto attenti invece, per fare un esempio, alla vittima americana numero 2.000, il cui sacrifico è del 1 ottobre scorso. La missione Onu ha calcolato che nel 2011 (il dossier è di febbraio) i morti civili in Afghanistan sono saliti da 2790 nel 2010 a 3021 nell'anno seguente. Nel 2009 erano 2412. Un trend in ascesa. Se con quel rapporto ci si vuole consolare, si può estrapolare il fatto che la maggior parte delle vittime si deve alla guerriglia e in particolare ai famigerati Ied, esplosivi più o meno rudimentali messi sul ciglio della strada e responsabili di un morto su tre (il 32% del totale). Ma la consolazione si attenua se si constata che sono aumentati anche i morti nei raid aerei che invece erano diminuiti grazie a una più attenta politica del generale Mc Chrystal, poi sostituito da David Petraeus (e adesso dal generale John Allen): nel 2011, le vittime dei raid aerei, per forza di cose indiscriminati (e che purtroppo adesso sono condotti anche dall'aviazione italiana), sono state 187, con un aumento del 9% rispetto all'anno prima. Un rapporto annuale sulla protezione dei civili (Annual Report on Protection of Civilians in Armed Conflict, sempre di febbraio) sostiene che solo dal 2007 al 2011 sono morti 11.864 civili. La stima attribuisce nel 2011 a «elementi anti governativi» il 77% di quelle morti (più 14%). 410 quelli in capo alle forze filogovernative (14%, con una decrescita del 4%). Altri 279 civili (9%) restano difficili da attribuire. Dato che lascia perplessi...(SEGUE)

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