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BO XILAI ESPULSO DAL PCC

L'ex star della politica cinese accusato di corruzione e abuso di potere. E l'8 novembre inizierà il Congresso del Pcc

Andrea Pira

Venerdi' 28 Settembre 2012

Bo Xilai è stato espulso dal Partito comunista cinese. L'ex astro nascente della politica cinese, si legge nel comunicato dell'agenzia Xinhua, è accusato di corruzione, abuso di potere, (non meglio precisate colpe riguardo l'omicidio dell'uomo d'affari britannico Neil Heywood), corruzione e relazioni sessuali sconvenienti.

Comportamenti che “hanno avuto ripercussioni e danneggiato la reputazione del Partito e dello Stato”. Dalle indagini sarebbero inoltre emersi indizi che legano l'ex segretario del Pcc nella megalopoli di Chongqing a reati e violazioni disciplinari compiuti quando ricopriva altri incarichi politici. Bisognerà però attendere ancora per sapere la data del processo, il terzo da quando il caso scoppiò lo scorso mese di febbraio. Alla sbarra è già finita la moglie di Bo, Gu Kailai, condannata a morte, con sospensione, per l'omicidio di Heywood. Un processo durato un giorno sulla cui regolarità iniziano sollevarsi molti dubbi. Buone ultime le dichiarazioni di Wang Xuemei, rinomata medico legale e consulente della Procura suprema, che ha messo in discussione la ricostruzione ufficiale dei fatti, senza tuttavia aver avuto accesso alle prove.

Quindici anni di carcere è invece la pena inflitta a Wang Lijun, ex capo della polizia a Chongqing e braccio destro di Bo nella campagna antitriadi che fruttò fama e prestigio al politico sebbene condotta senza badare troppo alle procedure e da più parti considerata un modo per far fuori imprenditori e politici nemici. D'altronde, sebbene si sia cercato di allontanare dal caso lo spettro della lotta tra fazioni la popolarità di Bo, oltre che all'essere carismatico e lontano dal grigiore del funzionario cinese medio, era dovuta al suo essersi fatto paladino di quella che per comodità si può definire l'ala neomaoista: in pratica maggior controllo sull'economia e un forte richiamo all'estetica e alla propaganda della Rivoluzione culturale. Posizioni non troppo gradite tra le stanze di Zhongnanhai, il Cremlino cinese.

Proprio la fuga di Wang nel consolato statunitense di Chengdu per difendersi dai contrasti con Bo -dopo che in un primo tempo il superpoliziotto cercò di coprire l'omicidio- fece esplodere lo scandalo quando mancavano pochi mesi al 18esimo Congresso nazionale del Pcc che dovrà incoronare i leader che guideranno il Paese per i prossimi dieci anni. Allo scandalo Bo e alla necessità della dirigenza di trovare un accordo su come gestire il caso è stata legata l'attesa per l'annuncio della data in cui svolgere il Congresso. Decisione arrivato a stretto giro dall'espulsione di Bo: la data d'inizio sarà l'8 novembre.


Nel riferire dell'espulsione di Bo, la Xinhua si è inoltre dilungata nell'enfatizzare la necessità della lotta contro la corruzione all'interno del Partito. Anche i membri del Politburo, d'altro canto, hanno esortato tutte le organizzazioni del Pcc, ad ogni livello, a portare le “gravi violazioni disciplinari” di Bo come esempio negativo.



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