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L'astro nascente della politica cinese, Bo Xilai, è stato rimosso dal ruolo di segretario del Partito a Chongqing. Travolto dalla lotta di potere in vista del Congresso previsto per l'autunno e dallo scandalo della tentata fuga del suo numero due.

Andrea Pira

Giovedi' 15 Marzo 2012
L'immagine di Bo Xilai riverente al passaggio del figlio di Deng Xiaoping, costretto in carrozzella per le lesioni riportate durante le violenze della Rivoluzione Culturale, rende bene la parabola discendete dell'ormai ex astro nascente della politica cinese. Bo è stato rimosso dalla carica di segretario del Partito comunista a Chongqing, municipalità di 32 milioni di abitanti nel sudovest della Cina, e sostituito con il vicepremier Zhang Dejiang. L'annuncio è stato dato dall'agenzia Xinhua.

L'ex ministro del Commercio è stato travolto dalla scandalo scatenato dalla tentata fuga del suo numero due, Wang Lijun, che la notte tra il 7 e l'8 febbraio scorsi si rifugiò nel consolato statunitense di Chengdu in cerca di asilo politico. Passò lì ventiquattro ore, per poi consegnarsi alla polizia ed essere messo sotto inchiesta pochi giorni dopo, additato come traditore. A capo della polizia di Chongqing, Wang fu l'artefice della campagna di lotta alle triadi che fruttò fortuna e notorietà a Bo e portò in carcere oltre 4.500 tra esponenti mafiosi, criminali comuni e funzionari corrotti. L'altro tratto distintivo del personaggio Bo è stato il richiamo alla retorica e alla propaganda maoista. Negli anni sono stati comuni sms con citazioni del Libretto rosso inviati a tutti i cittadini, gite nelle campagne con cui gli studenti dovevano imparare dai contadini, rappresentazioni pubbliche in cui venivano messi in scena canti rivoluzionari.

Bo è personaggio fotogenico, abile comunicatore, lontano dal grigiore che sembra contraddistinguere il funzionario cinese medio e forte dell'essere figlio di Bo Yibo, uno degli “otto immortali” della rivoluzione comunista assieme a Mao. Caratteristiche che lo hanno portato a essere indicato tra i principali candidati a uno dei nove seggi del comitato permanente del Politburo del Pcc, il gotha della politica cinese. Si è trattato, però, di una sorta di autocandidatura, non in linea con i canoni della Repubblica popolare che in autunno si appresta a cambiare la propria leadership.

Appena ieri, nella conferenza stampa di chiusura dell'annuale sessione plenaria dell'Assemblea nazionale del popolo, il primo ministro Wen Jiabao aveva ammonito i politici di trarre insegnamento dal caso Chongqing. Il premier, sottolineando l'urgenza di riforme politiche affinché non vadano persi i risultati raggiunti dalla Cina negli ultimi anni, aveva poi evocato lo spettro di una nuova Rivoluzione Culturale. Il decennio di caos e lotta per il potere scatenato da Mao nel 1966 è ancora tabù per la politica cinese. Il riferimento è stato letto da molti osservatori come una stoccata a Bo, le cui mire e progetti sono naufragati nelle ultime sei settimane.

Non è ancora chiaro perché Wang Lijun abbia tentato la fuga. Quando la notizia della sua scomparsa iniziò a circolare, l'amministrazione di Chongqing si affrettò a diramare un comunicato per dire che l'allora vicesindaco era stato rimosso dalla carica di capo della polizia per il troppo stress e mandato in “vacanza terapeutica”. Scusa diventata subito motivo di satira tra gli utenti di Weibo, versione cinese di Twitter. “Non ho saputo scegliere bene i miei collaboratori che hanno tradito la mia fiducia”, aveva detto Bo durante una conferenza stampa durante i lavori dell'Anp.

Secondo alcune interpretazioni, dietro il caso potrebbe esserci la vendetta contro la “mani pulite” di Chongqing, che, si vocifera, l'ormai ex segretario ha usato per eliminare i suoi nemici politici. Per alcuni analisti citati dal Wall Street Journal, la contropartita per l'epurazione di Bo, potrebbe essere la rimozione del segretario del Partito nella provincia meridionale del Guangdong, Wang Yang, considerato uno dei massimi esponenti della corrente più liberale del Pcc. Come Bo, anche Wang si è distinto per il suo stile più dinamico rispetto ai colleghi ed è considerato uno dei papabili per il comitato permanente. Inoltre si è fatto promotore di aperture alla società civile e ha guadagnato credibilità per la gestione con il dialogo della rivolta di Wukan, piccolo villaggio di pescatori che per protesta contro gli espropri delle terre cacciò i locali quadri del Pcc e costrinse i vertice provinciale a indire elezioni. Tornando a Chongqing il posto lasciato vacante da Bo sarà preso dal vicepremier Zhang Dejiang. Economista formatosi in Corea del Nord è cresciuto politicamente sotto l'ex presidente Jiang Zemin. Anche lui è indicato tra i possibili futuri nove del comitato permanente ed è considerato una figura di mediazione: riformista in economia, ma capace di usare la fermezza in caso di necessità




Foto di China Digital Times.



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