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GIAPPONE, IL NUOVO PREMIER E' NODA 30/8/11

Contro ogni previsione, che davano per favorito Maehara, Noda è stato eletto presidente del Dpj e nuovo primo ministro.

j.t.

Martedi' 30 Agosto 2011
Contro ogni previsione, secondo cui il favorito era l’ex ministro degli Esteri Seiji Maehara, il ministro delle Finanze Yoshihiko Noda si è aggiudicato la poltrona di presidente del Partito democratico giapponese. Eletto ieri dai compagni del Dpj al secondo turno di votazioni – il primo si era dissolto in un nulla di fatto –, Noda ha battuto con 215 voti contro 177 su 392 il collega a capo dell’Economia, del Commercio e dell’Agricoltura, Banri Kaieda, candidato debole ma appoggiato dall’eminenza grigia Ichiro Ozawa, che controlla una buona fetta del partito. Oggi, dopo le dimissioni del governo di Naoto Kan, Noda sarà nominato primo ministro, il settimo in sei anni. E da primo ministro ha parlato nel corso della conferenza stampa allestita subito dopo la votazione, anticipando le linee guida del suo governo: continuità con le politiche del suo predecessore (senza specificare nulla in merito al settore energetico) e apertura nei confronti dell’opposizione, ritirando in ballo l’idea di una grande coalizione proposta da Kan subito dopo la crisi scoppiata l’11 marzo scorso. In un momento così delicato, in cui saranno necessarie misure eccezionali, mantenere buoni rapporti con il Partito liberaldemocratico e il New Komeito – alla guida dell’opposizione che ha la maggioranza alla Camera alta – è fondamentale. Non è la prima volta che Noda si candida alla leadership del partito, finora però senza successo. Stavolta la criticità della situazione l’ha aiutato. Con la ricostruzione del Tohoku da affrontare, la gestione della crisi nucleare che lascerà i suoi strascichi per decenni e la situazione economica particolarmente critica, la scelta di lasciare le sorti del paese nelle mani del “falco del fisco”, come è stato soprannominato Noda, invece che eleggere il più popolare Maehara (che di voti se ne è aggiudicati solo 74), è stata una decisione dettata probabilmente dalla responsabilità. Parole di apprezzamento sono arrivate dal presidente degli industriali giapponesi, Yonemasa Honekura. “Noda è un leader stabile, esperto di politiche fiscali, finanziarie e sulla sicurezza sociale. In questo momento di difficoltà per il paese la sua elezione è rincuorante”, ha commentato Honekura. Il vero sconfitto in questa partita è Ozawa che, pur non avendo potuto votare perché in attesa di giudizio per uno scandalo legato a finanziamenti illeciti e quindi con la tessera sospesa, poteva contare su almeno un centinaio di alleati. Il partito, diviso in fazioni interne, ha fatto quadrato per impedire allo shogun Ozawa di tornare a controllare il governo. Un’altra promessa di Noda, che dovrà portare l’esecutivo fino alla fine della legislatura, è garantire l’unità nel Dpj.



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