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Mubarak nomina Omar Suleiman suo vice, spianando la strada alla sua uscita dal potere. Ma per la piazza egiziana nulla cambia. E nei quartieri, intanto, cominciano i saccheggi. Qualcuno dice: spinti dal regime, come in Tunisia

Paola Caridi

Sabato 29 Gennaio 2011
Dunque, siamo alla cosmesi del potere. Hosni Mubarak fa un passo ulteriore, oltre quello di nominare un nuovo governo dopo aver costretto il precedente a rassegnare le dimissioni. Nomina Omar Suleiman vicepresidente dell’Egitto. Carica mai ricoperta da nessuno, da trent’anni. Era stato lo stesso Mubarak a rifiutarsi di designare il suo vicepresidente, e cioè colui che avrebbe dovuto esercitare le funzioni di presidente in caso di impossibilità da parte del vecchio Faraone. Chissà, forse per paura di un golpe di palazzo, oppure – ed è questa la tesi più accreditata – per poter sostenere la successione del suo secondogenito Gamal. Come che sia, quella sedia vuota è occupata formalmente da alcune ore da Omari Suleiman, capo dei servizi segreti, uomo chiave nella protezione di Mubarak nell’ultimo ventennio (ha praticamente sventato un attentato contro il presidente nel 1995), uomo che ha sconfitto l’estremismo jihadista in Egitto negli anni Novanta. Il generale Suleiman, però, non è solo il capo dei servizi segreti. E’ da anni il secondo uomo forte dell’Egitto. Secondo, appunto, solo a Mubarak. E’ l’uomo dei dossier difficili, dal rapporto con Israele sino alla riconciliazione palestinese. Non è, dunque, un uomo che siede ai limiti del regime. Ne fa parte al 100%. Questo è il motivo per il quale la piazza non lo vuole, tanto quanto non vuole Mubarak.

E’, cioè, l’uomo che ha gestito l’intelligence interna del paese, fatta di un esercito di informatori, dal semplice portiere alle intercettazioni telefoniche di chiunque. La gente che è scesa in piazza, dal 25 gennaio in poi, lo considera insomma l’uomo che ha gestito legge e ordine, che ha fatto in modo che il regime funzionasse, almeno nell’ultimo ventennio. Il più duro, per la popolazione egiziana.

E dunque? E dunque l’idea che circola diffusamente è che la decisione di designare Omar Suleiman come vicepresidente sia, da una parte, l’accettazione da parte di Hosni Mubarak di lasciare il potere, sia, dall’altra parte, [...]


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