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OGNI MATTINA A JENIN 20/4/11

ANCHE VIK UTOPIA ARRIGONI 15/4/11

EGITTO, PROCESSI ECCELLENTI 11/4/11

IN MORTE DI UN ATTORE 4/4/11

CAIRO, LA CITTA' RIFIUTATA 28/3/11

EGITTO, LA PRIMA VOLTA 20/3/11

CHI COMANDERA' AL CAIRO? 11/3/11

DALLA STASI ALLO AMN EL DAWLA

LA STORIA NON E' UNA FRITTATA 28/2/11

DA TRIPOLI (BEL SUOL D'AMORE) A SHUHADA STREET 26/2/11

EGITTO, QUANTO SON DURE LE TRANSIZIONI 10/3/11

FRATELLI MUSULMANI, E GIOVANE IKHWAN 9/2/11

LA LEZIONE DELLA 'REPUBBLICA DI TAHRIR' 7/2/11

J'ACCUSE 30/1/11

MAKE-UP DI PALAZZO 29/1/11

ISRAELE NEGA BEIRUT ALLO SCRITTORE FINALISTA 2/4/10

Libano è uno stato nemico. Ala Hlehel non ci può andare

Paola Caridi

Venerdi' 2 Aprile 2010
Per andare a Beirut in macchina, da Tel Aviv, non ci vorrebbero più di tre ore. Duecento chilometri, poco più, poco meno. In mezzo, una lista infinita di guerre, un confine inaccessibile se non un pugno di supervisori internazionali, una tregua. Quei duecento chilometri si trasformano, di conseguenza, in un periplo di aeroporti e passaporti con i timbri giusti. E come se non bastasse, la situazione si complica ulteriormente se il passaporto in uso è israeliano....

Il seguito sul Sole24Ore

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