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LA CINA BOICOTTA OXFAM 24/02/10

Oxfam sospende i suoi programmi educativi in Cina. Pechino accusa l'organizzazione non-governativa di portare avanti un'agenda politica segreta.

Andrea Pira

Mercoledi' 24 Febbraio 2010

Oxfam International entra nell'agenda nera della Cina. Il governo di Pechino ha ordinato a tutte le università e istituzioni scolastiche del Paese di monitorare e boicottare le attività dell'organizzazione non governativa, una delle principali confederazioni di Ong al mondo. In una nota pubblicata il 4 febbraio sul sito dell'Università delle Nazionalità di Pechino, il ministero dell'Istruzione mette in guardia presidi e direttori contro le “intenzioni non amichevoli” della sezione Oxfam di Hong Kong, accusata di utilizzare il reclutamento di giovani volontari tra gli studenti universitari per portare avanti “un'agenda politica segreta” e “infiltrare” la Cina continentale.

Secondo quanto riporta il quotidiano South China Morning Post, che ha reso pubblico il contenuto della nota nel frattempo rimossa dalla rete, Pechino considera l'organizzazione non governativa una “sostenitrice della fazione di opposizione”. Un giudizio legato alla militanza politica del presidente di Oxfam Hong Kong, Lo Chi-kin, iscritto al Partito democratico dell'ex colonia britannica, ritornata nel 1997 sotto il controllo cinese, e sostenitore delle riforme politiche, prima fra tutte l'elezione diretta dei parlamentari. Ma nel direttivo dell'associazione compaiono anche personaggi vicini al governo di Pechino, come l'ex segretario alla giustizia Elsie Leung e Bernard Chan, membro dell'Assemblea del popolo cinese, il parlamento della Repubblica popolare.

“È una sorpresa” dice il portavoce di Oxfam International, Matthew Granger, che fa sapere di non aver ancora ricevuto nessuna notifica ufficiale. In attesa di chiarimenti, l'associazione ha annunciato di aver sospeso tutti i programmi di tirocinio in Cina. Iniziati nel 2006, i tirocini sono parte di un più ampio progetto Oxfam per contribuire allo sviluppo della società civile cinese. In questi quattro anni gli studenti che hanno preso parte al programma sono stati quaranta. Tutti inseguito entrati a far parte dell'organico di diverse Ong operanti sul territorio cinese. Un progetto “in linea con le direttive centrali per invogliare gli studenti a impegnarsi nel campo del sociale” spiega Charlotte Kong, responsabile comunicazione dell'ufficio di Hong Kong. Ma Pechino, pur riconoscendo il ruolo di sostegno delle Ong nella lotta contro la povertà e le disparità sociali, è ancora sospettosa nei confronti dell'emergente società civile, considerata un pericolo per il mantenimento del suo potere.

Foto:Simon Shek/Flickr



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