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LA SUBLIME PORTA DI ERDOGAN 20/1/10

La diplomazia turca eredita la professionalità ottomana, mentre Ankara si profila sempre di più come potenza regionale

Paola Caridi

Mercoledi' 20 Gennaio 2010
Certe volte ci viene la tentazione di rimuovere il passato. Ma poi il passato ritorna, il peso della storia pure, e la reazione è "ma già, è evidente, non ci avevo pensato...". Fuori di metafora, le recenti, piccole notizie diplomatiche che riguardano la Turchia e il suo ruolo in Medio Oriente hanno solo confermato che Ankara non è solo figlia della modernizzazione di Ataturk, ma anche (e in chiave diplomatica direi soprattutto) l'erede del grande e complesso impero ottomano. La diplomazia della Sublime Porta, insomma, ha lasciato più di qualche traccia nella politica estera della Turchia di Erdogan.

La prima conferma, evidente, chiara, netta, è stata la reazione turca nell'ultimo attrito con Israele, alla vigilia - peraltro - della visita del ministro della difesa Ehud Barak in Turchia. Il viceministro Danny Ayalon riceve l'ambasciatore turco senza rispettare il protocollo: poltrona più bassa di quella del viceministro, e nessuna bandiera tura. Umiliante, bolla l'episodio l'ambasciatore, mentre da Ankara si chiedono scuse ufficiali, ed entro pochissime ore....

Il seguito, sul blog di Paola Caridi, invisiblearabs



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