Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


TRA BUROCRAZIA E DISCRIMINAZIONE 31/12/05

ISOLA NERA AL CAIRO 07/05/05

L'INIZIO DI UN NUOVO RAMADAN AL CAIRO 18/10/04

A TUNISI, IN CERCA DI UNITA'. IN SHA'ALLAH 21/05/04

SOGNANDO I MONDIALI 14/05/04

MUBARAK HA IL RAFFREDDORE. E SI PARLA DEL SUCCESSORE 21/11/03

IO, CRISTIANA IN TERRA ISLAMICA 31/10/03

GLOBALIZZAZIONE NELLA SPAZZATURA

OSCURANTISMI. INFIBULAZIONE, DIVORZI COATTI, CARICHE INTERDETTE 11/10/03

MIRACOLO SUL NILO 4/10/2003

OMAGGIO ALLA MORTE 22/07/2003

YOUSSEF CHAHINE: IL CINEMA E' LA MIA PAZZIA

BUSH FA PACE CON GLI ARABI 4/6/03

PIAZZA MAHFOUZ 27/5/2003

DIMENTICARE MOUSSA

L'ACQUA DI KHALID

Paola Caridi

Martedi' 1 Ottobre 2002
Khalid fa il giardiniere. Coscienziosamente, tutti i
giorni salvo il venerdì, quando rimane a casa con
sua moglie e il piccolino che ora avra' quasi un
anno. Cura il rigoglioso giardino proprio sotto di
me, un'apoteosi di piante, fiori, aiuole che si
affastellano sotto gli altissimi alberi di mango e le
palme.

Khalid innaffia tutti i giorni. Per ore e sotto il sole
cocente. Una pratica che i giardinieri nostrani
considererebbero scorretta, ma che qui, in Egitto,
e' quella imperante. Le piante non si seccano con
il sole fortissimo a due passi dal deserto. Al
contrario, bugainvillae e sterlizie, ibiscus e "stelle
di Natale" crescono sane, rapide. Come gli alberi
di ficus. Usa tubi lunghissimi e dal diametro
decisamente inconsueto per i nostri giardini,
Khalid. Impedendo al resto del condominio
persino di lavare i piatti, perche' la pressione
scende e il rubinetto di casa langue. Il giardino, in
compenso, si riempie pian piano di pozzanghere
che arrivano sino al piccolo parcheggio. Perche' il
giardino deve essere quanto piu' possibile verde,
mentre al di la' della siepe, sul marciapiede
sconnesso, la polvere del deserto e dello smog
cittadino regna sovrana. Ma tant'e'. Questo e' il
lavoro che il mio Khalid deve svolgere, nonostante
le mie quotidiane, continue rimostranze. L'acqua
corrente c'e', qui. E dunque va usata. Magari anche
sprecata. Per dimostrare che il giardino e'
rigoglioso e che l'acqua c'e'. Non sembra essere
cambiato molto da qualche migliaio di anni fa,
quando l'acqua del Nilo doveva esondare e
allagare tutto, per creare l'Egitto e la sua
agricoltura.

L'acqua, insomma, continua a essere non solo un
bene primario, in Egitto come altrove. L'acqua e'
un bene comune, messo a tutti gli angoli delle
strade nelle olle di terracotta o nei piu' moderni
distributori di metallo con tanto di rubinetto
perche' la gente possa dissetarsi. Sempre, in ogni
momento. L'acqua e' anche un bene che non tutti
posseggono, e quando c'e' va mostrato. Con
giardini rigogliosi, ma anche con pozzanghere.
Perche' e' simbolo di benessere. La signora del
palazzo di fronte, un'affascinante vecchia signora
che indossa sempre foulard variopinti stretti
attorno alla testa, d'estate s'affaccia dalla sua
finestra al primo piano con il suo tubo personale:
si sporge e innaffia la strada per ottenere un po'
di refrigerio. Incurante delle macchine
parcheggiate e dei passanti. Che camminano
senza neanche alzare la testa.



Powered by Amisnet.org