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Appuntamento a maggio dagli organizzatori e dai partecipanti alla Perugia-Assisi che per una settimana si è trasferita in Palestina e in Israele. In nome della "responsabilità"

Lettera22

Domenica 18 Ottobre 2009

Si è conclusa ieri la Marcia dei 400, la Perugia-Assisi a Gerusalemme iniziata lo scorso 10 ottobre e che ha visto la partecipazione di associazioni, semplici cittadini, giovani, studenti e insegnanti, artisti, amministratori locali che han scelto di vedere coi propri occhi Gerusalemme, Israele e i territori palestinesi occupati. L'appuntamento futuro è italiano: il 16 maggio prossimi alla tradizionale marcia Perugia-Assisi. Gli organizzatori intanto tracciano un bilancio.
In un comunicato diffuso alla fine della marcia si legge: “Qui si sta consumando una grave tragedia umana. La Terra Santa è oggi una terra violenta e violentata, intrisa di ingiustizie e soprusi. Israeliani e palestinesi non ce la faranno da soli a ritrovare la via della pace. Questo è il tempo della disperazione che precede altra violenza. Solo l'intervento di un “terzo” attore potrà spezzare la spirale della guerra. Quel “terzo” siamo noi europei che abbiamo da saldare un immenso debito storico nei confronti di entrambi i popoli. Non è più il tempo degli appelli – continua la nota diffusa dalla Tavola della pace - ma il tempo delle nostre responsabilità. Il Governo italiano, il Parlamento, le forze politiche, il mondo dell'informazione, gli Enti Locali e la società civile: ciascuno deve fare la propria parte”.
La settimana di marcia si è svolta fra territori palestinesi e Israele. Da Betlemme, Hebron, Bil’in, Birzeit, Jenin, Nablus, villaggi di Swahreh, At Tucani, Artas, Gaza, Nazareth, Haifa, Neve Shalom, Jaffa, Sderot, Galilea e Tel Aviv.
“Time for Responsibilities” (la Perugia-Assisi a Gerusalemme) è stata promossa dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, la Piattaforma delle Ong italiane per il Medio Oriente e la Tavola della pace in collaborazione con la Rete Europea degli Enti Locali per la Pace in Medio Oriente e con il sostegno della Fondazione Anna Lindh per il Dialogo tra le Culture e di numerose Istituzioni locali e Regionali.
Per saperne di più vai al sito Gpp



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