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UNA DISPERATA VITALITA'.IL PASOLINI DI FABIO MORGAN 2/2/12

SE L'AUTORE DETTA LEGGE 8/12/11

DOLLIRIO, UNA STORIA QUASI VERA 13/11/11

VALLE OCCUPATO: UNA CASA CHE NARRA SE STESSA (MA NON E'IL GRANDE FRATELLO) 30/10/11

L'AGRIMENSORE TRA I CARTONI 14/10/11

CLAUDIO MORGANTI ALLA PORTA DELL'INFERNO 22/07/11

UNA DISCESA NEL MAELSTROM IL TEATRO AURATICO DI MASSIMILIANO CIVICA 4/7/11

L'ARTE E L'ACCATTONAGGIO. GLI ESERCIZI DI ANDREA COSENTINO 9/2/11

L'OLTRANZA DELLE IMMAGINI IL PROMETEO DI ALBERTO DI STASIO 2/2/11

LE VOCI DI FUORI DI DARIO AGGIOLI 7/05/10

ALESSANDRA CRISTIANI, IL CORPO E IL SEGNO 13/04/10

LA METAFORA VIOLENTA DEL TEATRO DI NASCOSTO 2/3/10

RAVENHILL 1/ LAGGIU' QUALCUNO NON CI AMA 20/02/10

RAVENHILL 2/ LA GUERRA E' PACE, OVVERO COME SI COSTRUISCE UNA NAZIONE NELL'ERA DELL'IMPERO DEL BENE 20/02/10

MIRAGGI DELLA DANZA 16/02/10

ELOGIO DELLO SPRECO UNA NOTA DI MASSIMILIANO CIVICA 5/10/09

Presentando la nuova stagione del teatro della Tosse di Genova uno dei registi di punta della scena italiana attuale (premio Ubu 2008 per il suo Mercante di Venezia) va, con poche precise parole, al cuore del problema dei tagli al Fus e degli attacchi concentrici contro il culturame parassitario. Recepiamo e volentieri pubblichiamo

Massimiliano Civica

Lunedi' 5 Ottobre 2009
Per gli antropologi la civiltà umana ha avuto inizio quando le tribù nomadi
hanno compiuto due gesti antieconomici: non abbandonare i vecchi e seppellirli
una volta morti. I vecchi non producono, non sono in grado di lavorare e di
provvedere al proprio mantenimento. Occuparsi di loro è uno spreco nei termini
della legge della selezione naturale, dell’economia di mercato, della logica di
sopravvivenza del più forte. Seppellire un morto è poi l’azione antieconomica
per eccellenza, che senso ha? Ma con questi atti “non naturali” è nata la
società umana, la memoria, la condivisione, la cultura. In un branco di lupi un
animale zoppo viene lasciato indietro a morire. Gli animali non sprecano
niente.
A Varsavia, all’idomani della fine della seconda guerra mondiale, la
quasi totalità delle case era distrutta e migliaia di sfollati dormivano per
strada. La municipalità spese i primi fondi disponibili per ricostruire il
Teatro Comunale. La gente non si lamentò, e affollò la sala per ri-conoscersi,
dopo le barbarie della guerra, come comunità umana. Perché un tale “spreco”?

Gli assessori, i ministri, i presidenti delle Fondazioni Bancarie si sforzano
di convincerci che i soldi dati al teatro, al cinema, e alla cultura sono uno
spreco. Noi lo sappiamo già, sono loro che non l’hanno ancora capito.

Cari spettatori, continuate a sprecare tempo e denaro venendo a teatro.



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