Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


Il Nord della Cina è al freddo

Tencent vale più di Facebook

Terremoto nel capitalismo cinese

La Cina censura Peppa Pig

Bruxelles pronta a difendere l'acciaio europeo

TIBET, LA SPAGNA VUOLE ARRESTARE JIANG ZEMIN 11/2/14

CINA, LE SCUSE DELLA GUARDIA ROSSA 17/1/14

SHANGHAI AVVOLTA DALLO SMOG 6/12/13

CINA, ABOLITI I CAMPI DI RIEDUCAZIONE E PIÙ FLESSIBILITÀ SUL FIGLIO UNICO 16/11/13

CINA, AL VIA IL TERZO PLENUM DELL'ERA XI 9/11/13

CINA, QUANTO COSTA IL 120 ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI MAO 25/10/13

CINA, VERSO UNA CRESCITA DI QUALITÀ 11/10/13

SHANGHAI MINACCIA IL RUOLO ECONOMICO DI HONG KONG 20/9/13

CINA, LA FAZIONE DEI PETROLIERI ALLE STRETTE 2/9/13

CINA, DOPO BO È IL TURNO DI ZHOU YONGKANG? 30/8/13

I PORTATORI D'ARMONIA 7/9/09

I leader uiguri in esilio denunciano nuovi morti. Pechino annucia il ritorno della calma e invia i funzionari sedare le divergenze tra i cittadini.

Andrea Pira

Lunedi' 7 Settembre 2009
Ad Urumqi arrivano gli “operatori dell'armonia”. Tra le fila dei funzionari cinesi nasce una nuova figura. Settemila impiegati del governo andranno di casa in casa per tranquillizzare la popolazione di Urumqi, capoluogo dello Xinjiang nella Cina nordoccidentale. L'apparente calma che ha caratterizzato la città dopo gli scontri interetnici di luglio si è rotta la scorsa settimana, quando nuove violenze hanno provocato la morte di cinque persone e decine di feriti.
La tensione tra cinesi han e uiguri non sembra allentarsi. Il Congresso mondiale uiguro denuncia la morte di due uomini e una donna attaccati nella notte da un gruppo di «immigrati cinesi». Il portavoce del Congresso, Dilxat Raxit, ha chiesto all'Onu l'invio immediato di osservatori a Urumqi, capoluogo della regione cinese, «per evitare la continua repressione attuata sugli uiguri da parte dei paramilitari» e denuncia il silenzio dei media cinesi su quanto sta avvenendo nella provincia. Il governo cinese dal canto suo accusa i leader uiguri in esilio di fomentare le tre grandi forze che minacciano l'armonia della nazione: «estremismo, separatismo ed estremismo».
Gli “operatori dell'armonia” sono dunque la risposta di Pechino alle tensioni di queste settimane. Nelle intenzioni del governo i funzionari dovranno andare di casa in casa, parlare con i cittadini e appianare le divergenze sorte all'interno della società. Le concilianti visite domiciliari dei funzionari hanno tuttavia anche un'altra faccia, meno propensa al dialogo. Le prime teste sono già rotolate.
Assecondando le richieste dei manifestanti, che denunciavano l'immobilismo delle autorità locali davanti alle aggressioni, Pechino ha silurato i vertici cittadini, così Li Zhi, segretario del partito a Urumqi e Liu Yaohua, capo della sicurezza, sono stati entrambi costretti alle dimissioni. Rimane in sella Wang Lequan, capo del partito nello Xinjiang,anche lui bersaglio dell'ira popolare, ma legato al presidente cinese Hu Jintao con il quale ha militato nella Lega dei giovani comunisti. Le autorità promettono pene severe per gli aggressori. In una città sempre più militarizzata polizia, pubblico ministero e tribunale hanno dichiarato che gli autori degli attacchi con le siringhe saranno giudicati secondo la legge rischiando condanne che vanno dai tre anni di reclusione sino alla pena di morte.


Foto di futurealtas su Flickr



Powered by Amisnet.org