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Il sito contiene approfondimenti su temi di carattere internazionale, da quelli piu' strettamente legati alla politica ad argomenti di costume e societa', scritti dai soci e dai collaboratori dell'associazione, tutti specialisti del settore.
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I ROHINGYA A MONTECITORIO

2018-12-11
Il lavoro di raccolta di informazioni, testimonianze, prove che ha portato nel settembre del 2017 il Tribunale Permanente dei Popoli (Tpp) a emettere una sentenza di genocidio e crimini di Stato perpetrati a danno di Rohingya, Kachin e altre minoranze birmane, finirà nei faldoni della Corte penale internazionale dell’Aja (Cpi). Un’organizzazione della società civile che per mesi ha raccolto le prove dei crimini birmani intende adesso passare alla Cpi tutti i materiali che furono presentati alla sessione internazionale di Kuala Lumpur nell’autunno dell’anno scorso: materiali che potrebbero integrare il lavoro dei magistrati che, da qualche mese, stanno valutando la possibile incriminazione di chi organizzò e mise in opera una “deportazione” di massa in Bangladesh che, in soli due mesi nel 2017, ha fatto fuggire dal Myanmar oltre 700mila persone. La decisione è stata resa nota ieri a Roma durante una Conferenza organizzata dal Tpp e dalla Fondazione Basso dedicata ai Rohingya nel 70mo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo. Una carta che il Myanmar, allora Birmania, fu tra i primi Stati membri dell’Onu a firmare... LEGGI TUTTO


LA RESISTENZA DEL BAOBAB Una riflessione della scrittrice Carola Susani

2018-11-14


Non so se ho tenuto bene il conto. Il Baobab ha subito a mia memoria 22 sgomberi. Perché allora esiste ancora? Perché dopo il primo sgombero - quello della struttura di via Cupa - è diventato un'altra cosa, una organizzazione agile e leggera che dà aiuto, l'aiuto base, minimo, una tenda, sacco a pelo, coperte, abiti, cibo, relazione, a chi non ha dove andare, gente che arriva, perché la gente arriva ancora, gente ricacciata indietro dai paesi europei, gente che non ha più la tutela umanitaria e così via. Volontari, sostenuti nel tempo dalla solidarietà diffusa, dalle persone comuni, dalle pizzerie, ai supermercati, sono riusciti in questi anni a dare pasti ogni giorno, a proporre visite guidate, corsi, aiuto a stendere curriculum, ma sono riusciti anche a giocare a calcio, a correre maratone, ad ascoltare musica insieme. Moltissimi passati dal Baobab hanno trovato la loro strada, in Italia o all'estero, è un posto dove si sta per un tempo limitato, un posto di transito. Chi ci passa dirà magari: ma è spaventoso, gente senza un tetto, nelle tende, esposta alle piogge torrenziali, e poi al freddo.

È vero, non è un posto dove desidereresti vivere. Ma le istituzioni che dovrebbero trovare posti migliori, tetti e possibilità, non lo fanno, non l'hanno fatto finora e sempre meno vogliono farlo. Il Baobab permette di trovare una socialità, non lascia le persone preda inerme dei pericoli della città, vittima dei delinquenti, senza speranza, con l'unica strada possibile per sfangare la giornata la delinquenza; permette persino di fare piani, visto che almeno non devi pensare ogni giorno a dove andrai a dormire. Avere la possibilità di fare piani, è la condizione per uscire dalla povertà, senza non puoi. Il Baobab è stato sgomberato. Come sempre le tende e gli oggetti del campo sono stati distrutti. Ma allora perché ne parlo al presente? Perché il Baobab è inevitabile, finché ci sarà gente che ha bisogno, ci sarà grazie a Dio gente che aiuta chi ha bisogno. Nessuno riuscirà a farci smettere; ormai abbiamo esperienza. Il Baobab aiuta a contenere il disagio, evita la violenza, rende più sicura la città. Se il Baobab non ci fosse, il dolore e la violenza sarebbero maggiori. Ce n'è già tanto, non si combatte rendendolo più atroce, ma risolvendo i problemi delle persone: il tetto, la socialità, il lavoro, la cultura, la possibilità di fare piani, la speranza. Chi sgombera il Baobab vuole evidentemente più dolore e più violenza in questa città.


LETTERA22 - 25 ANNI DOPO

2018-11-07




I 25 anni di Lettera22 a Roma
Seduti da sinistra: A. Scarpellini, E. Giordana, P.Caridi. Al centro da destra: L. Sgueglia, T. Guerrisi, A. Pira, P. Affatato, J. Terao e, accanto, Erica Salerno e Pietro del Soldà, amici storici dell'associazione. In ultima fila: il direttore attuale G. Battiston e G. Carchella.

Leggi l'articolo di Luciana Borsatti per Articolo21 che racconta dell'incontro al Salone dell'editoria sociale di Roma nei giorni scorsi


COS'E' LETTERA22 E PERCHE' PARLO BENE DI LEI

2018-11-03



Circa 25 anni fa, un gruppetto di ex redattori dell’Avanti! - storica testata socialista – espulsi prematuramente dal mercato del lavoro editoriale che si avviava a diventare sempre più asfittico, ebbero un’idea. Che allora sembrò balzana. Anziché tentar la sorte in altri giornaloni, pensarono di metter su una sorta di cooperativa di nicchia che vendesse materiali ai giornali. Quella, gli anni Novanta, era l’epoca della nascita dei “service”, agenzie specializzate che fornivano materiale grezzo alle redazioni. Foto e testi venduti un tanto al chilo con la propria firma che non aveva diritto di apparire. Noi, che eravam tutti social-libertari, scegliemmo un’altra via. Agenzia si, ma purché si acquistasse l’articolo firmato e a un prezzo che comprendesse anche la nostra dignità. Fondammo un’associazione – con la forma più semplificata di fiscalità – dedicata alla politica estera, un settore che, forse oggi un po’ meno di allora, era una nicchia assoluta. “Siete folli”, disse qualcuno. Ma vincemmo la scommessa....

Leggi l'articolo


I 25 ANNI DI LETTERA22 AL SALONE DELL'EDITORIA SOCIALE DI ROMA

2018-10-12

Gli appuntamenti all'edizione 2018 (dal 2 al 4 novembre - Testaccio, Roma)

Venerdi 2 novembre

12.30 -14
Sala A
Lettera22 e 46° parallelo
PRESENTAZIONE del libro
ATLANTE DELLE GUERRE E DEI CONFLITTI DEL MONDO, Terra Nuova edizioni 2018
Intervengono
Raffaele Crocco direttore Atlante delle guerre
Emanuele Giordana Lettera22
Andrea Pira giornalista
Junko Terao giornalista

Sabato 3 novembre mattina



12.30 – 14.00
Sala B
Rosenberg & Sellier e Lettera22
TERRE DI CONFINE E STORIE DI FRONTIERA
PRESENTAZIONE del libro SCONFINATE
a cura di Emanuele Giordana, Rosenberg & Sellier 2018
Intervengono
Anna Maria Giordano giornalista
Emanuele Giordana curatore del libro
Simone Pieranni giornalista
Modera
Paolo Affatato Lettera22

Sabato 3 novembre pomeriggio

16.15 – 17.45
Sala B
Lettera22 e Collettiva
RACCONTARE GLI ESTERI
Al tempo della crisi e dei populismi
Un dibattito in occasione dei 25 anni di Lettera22, in ricordo di Mauro Martini
Ne discutono le giornaliste
Paola Caridi
Tiziana Guerrisi
Shelly Kittleson
Lucia Sgueglia
Junko Terao
Modera
Giuliano Battiston direttore Lettera22
Con gli interventi dei soci di Lettera22


Leggi tutto il Programma del Salone


Un appello afgano alla Perugia Assisi

2018-10-06 Oggi a Ferrara, al Festival di Internazionale  al banchetto di Msf,  e a  Perugia, nell’ambito dei seminari che si tengono alla vigilia della Marcia della pace Perugia Assisi, viene divulgato un messaggio dei marciatori afgani che, a partire dal maggio scorso, hanno percorso 700 km a piedi da Lashkargah nel Sud sino a Kabul, dove sono arrivati in giugno per poi proseguire sino a Mazar-e-Sharif nel Nord.

La marcia, autorganizzata e accolta con favore nei territori attraversati, chiede il cessate il fuoco immediato a tutte le parti in conflitto. In occasione della Perugia Assisi i marciatori hanno affidato ad “Afgana” un loro messaggio per chi vuole la pace in Afghanistan in Italia e in Europa. Eccolo



Lasciate l’Afghanistan agli afgani


Messaggio dei marciatori a piedi nudi da Helmand fino a Mazar Sharif


per i marciatori italiani della Perugia Assisi


Dopo l`11 settembre 2001 gli Americani e i loro alleati hanno deciso di combattere il terrorismo e dal 2003 i talebani sono stati sconfitti e con loro il terrorismo. Tutti dovevano quindi rientrare a casa. Ma il processo politico non e` finito e l’Occidente ha permesso la riorganizzazione dei talebani con l`aiuto dei pachistani attraverso la riorganizzazione di campi e consentendo alla guerriglia di sopravvivere. E’ ricominciata una guerra sanguinosa che uccide migliaia di persone innocenti. Una guerra tuttora in corso.

Il processo di ricostruzione e sviluppo economico sono bloccati ed è ricominciata l`emigrazione e la fuga degli afgani dal nostro Paese. La coltivazione dell`oppio è cresciuta sotto un governo debole e corrotto che non ha nessun sostegno dalla popolazione e in questo modo i talebani hanno potuto crescere e conquistare villaggi e distretti. Poi è arrivato anche l`Isis che ha dato una scusa all`Occidente per rimanere in Afghanistan. Alcuni vogliono che l`Afghanistan diventi un campo di battaglia permanente e senza futuro come la Siria. Tutto ciò per giustificare la loro presenza.

Noi afgani siamo stanchi e non possiamo più sopportare il peso della guerra. Non ce la facciamo più. Chiediamo a tutti gli italiani e agli europei di aiutarci e mettere sotto pressione Nato e americani che non devono permettere la riorganizzazione della guerriglia e devono lasciare a noi come esseri umani il diritto di vivere in pace e avere un governo che sia scelto solo dagli afgani altrimenti questa situazione continuerà. E continuerà a coinvolgere anche tutti voi occidentali.


"Sconfinate", presentazione a Crema

2018-09-10 "Sconfinate" alla libreria La Storia di Crema
Via Griffini angolo Borgo S Pietro



IL NUOVO ATLANTE DELLE GUERRE

2018-09-01




Per acquistare l'Atlante, di cui Lettera22 è partner, vai sul sito Atlanteguerre e clicca sul banner riprodotto

oppure scrivi a ordini@atlanteguerre.it






in collaborazione con l'agenzia radio AMISnet


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"L'unica linea che un giornalista e' tenuto a rispettare e' quella ferroviaria..."
Albert Londres

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