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MOSCA, VETERANI DI GUERRA IN PIAZZA CON L'OPPOSIZIONE 15/12/08

Per la prima volta, c’era anche il vecchio generale in pensione, eroe della seconda guerra mondiale, Alexey Fomin, ieri a Mosca, in piazza con l’opposizione a protestare contro le politiche del Cremlino. Portato via di peso con altri 90 dalle forze speciali. Già nel 2005, pensionati e veterani scesero in piazza a migliaia contro l’allora presidente Putin per i tagli al welfarei. Ora con la crisi economica (il picco è atteso a marzo-aprile), vari fronti di protesta potrebbero saldarsi all’eterogenea e sparuta opposizione politica. Un bel problema per il tandem Putin-Medvedev (foto Reuters)

Lucia Sgueglia

Lunedi' 15 Dicembre 2008
MOSCA – La vecchia palandrana da generale indosso, sul petto le medaglie della seconda guerra mondiale dove fu decorato da eroe: c’era anche il vecchio generale in pensione Alexey Fomin, ieri a Mosca, in piazza con l’opposizione russa a protestare contro le politiche del Cremlino. Portato via di peso con altri 90, tra cui il nazionalbolscevico Limonov, arrestati dalle forze antisommossa Omon. Il motivo: manifestazione non autorizzata, per un gruppo che in tutta la sua breve storia quel permesso non l’ha mai ottenuto. Stesso copione dei cortei degli ultimi anni, stesso finale. Ma stavolta, la novità dei veterani: con Fomin sui cellulari sono finiti altri 50 anziani ex combattenti, bloccati dalle forze dell’ordine mentre si preparavano a raggiungere la piazza Triumfalnaja, pieno centro di Mosca, dove erano radunati in 200: volevano ricordare l’anniversario dell’insurrezione Decabrista del 1825, quando gli ufficiali si misero contro lo zar Nicola I. Altri 60 fermi nella parallela Marcia del Dissenso a Pietroburgo. Sfuggito al fermo Garri Kasparov, capo del Fronte Civico Unito: per lui gli arresti sono 130. Sabato scorso con Boris Nemtsov ha battezzato un nuovo partito, Solidarietà, chiedendo di “smantellare il regime di Putin”. La Marcia di ieri voleva attirare l’attenzione sui problemi economici del paese (“siamo sull’orlo della catastrofe”), e contestare l’estensione del mandato presidenziale da 4 a 6 anni.
Fomin, presidente dell’Unione degli Ufficiali Sovietici, una delle tante associazioni di ex militari nella Russia che in poco più di mezzo secolo ha visto 4 guerre (conflitto mondiale, Afghanistan, Cecenia, Georgia), vicino ai Comunisti di Zjuganov, nei giorni scorsi aveva criticato i metodi dell’opposizione, giudicandone però giusta la battaglia. Già nel 2005, pensionati e veterani scesero in piazza a migliaia contro l’allora presidente Putin per i tagli al welfare, le promesse non mantenute di aumentare pensioni di guerra, indennità, alloggi gratuiti. Ora con la crisi, vari fronti di protesta potrebbero saldarsi all’eterogenea e sparuta opposizione politica. Un grattacapo per il tandem Putin-Medvedev, in un paese “vecchio” dove i pensionati sono importante forza elettorale. Mentre il deficit economico si aggrava: gli esperti prevedono un picco negativo in primavera, col rischio di rivolte sociali.

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