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PATRIARCA DELLA TRANSIZIONE, LA FEDE DAVANTI ALLE TELECAMERE 6/12/08

Per i russi, Alessio II è l'uomo che ha riportato i fedeli ortodossi in Chiesa, dopo anni di buio. Alla luce delle telecamere. Il patriarca della Transizione per Mosca - dal comunismo al capitalismo, da Gorbaciov a Putin, per questo, non poteva essere anche un campione di ecumenismo. La stretta di mano con Roma spetterà al successore.

Lucia Sgueglia

Sabato 6 Dicembre 2008
MOSCA - Per i russi, riassume il regista Nikita Mikhalkov, è l'uomo che ha riportato i fedeli ortodossi in Chiesa, dopo anni di buio. Alla luce delle telecamere: quelle che alla fine degli anni '80, nella perestrojka di Gorbaciov che apre alla libertà di culto nell'Urss prossima alla fine, mandano in onda per la prima volta una funzione religiosa sulle tv sovietiche. In quegli anni lui, per pochi mesi, è il 1989, siede nei banchi del Soviet Supremo, deputato, per portarvi "istanze etiche". E della politica Alessio II non ha mai potuto fare a meno nella nuova Russia, per far rinascere una Chiesa provata da decenni di ateismo. È il patriarca della Transizione per Mosca - dal comunismo al capitalismo, dal turbine del 1991 quando lancia un anatema contro i "putchisti" che vogliono riportare indietro l'orologio della storia (ieri l'ex presidente sovietico di allora Gorbaciov si è detto "sconvolto" dalla sua morte), al boom economico d'era Putin che lo vede sempre più vicino al Cremlino. Per questo, il suo non poteva essere anche il tempo dell'ecumenismo.

Ieri mattina alla notizia, a Mosca suonano a lutto 600 campane, la Duma osserva un minuto di silenzio. Per prime arrivano le condoglianze dei musulmani di Russia, seconda religione ufficiale del paese. Poi quelle della casa imperiale: i Romanov che con Alessio il Consiglio dei Vescovi nel 2000 decise di santificare, decisione controversa, con tanti "nuovi martiri", sacerdoti che soffrirono sotto il comunismo. Per i commentatori russi suo merito principale è aver riunito le Chiese ortodosse russe all'estero, divise dalla Rivoluzione d'Ottobre. Ma l'era di Alessio II segna anche il ritorno dell'influenza della Chiesa nella società russa: dove oggi, secondo un esperto, è "la forza più forte". Dagli ospedali alle scuole all'esercito. E nella politica. Con la corsa dei leader, da Putin in poi, alle cerimonie religiose principali, attenti a farsi riprendere dalle telecamere: "ipocriti reggicandele", secondo chi li ricorda indifferenti alla religione fino a poco prima. Nella lunga maratona tv scattata sui canali statali e privati, le immagini della funzione in memoria del defunto Patriarca nella chiesa russa a New York, si mescolano agli incontri coi leader politici e alle apparizioni tv, che qualcuno criticava. In diretta tv dall'India dove è in viaggio di Stato appare serissimo Dmitri Medvedev, esprime "grande dolore per la Russia, e per me personalmente": con la moglie Svetlana, amica personale di Alessio e iscritta a una confraternita ortodossa, è praticante devoto. "Un grande leader spirituale - aggiunge, - con lui si sono affermate la libertà di coscienza e di culto in Russia". Poco dopo, in video dall'Armenia, c'è il premier Putin. Nel '99 prima di accettare la corona di zar chiese la benedizione di Alessio II: "un grande statista", lo definisce oggi, e "una enorme perdita". Copertura mediatica totale, nella nuova Russia dove l'Ortodossia è diventata parte integrante dell'identità nazionale. "Il ritorno dello spirito in Russia" titolano le agenzie in serata mentre i fedeli comuni, candele in mano, si preparano alla veglia funebre nella Cattedrale del Cristo Salvatore a Mosca, ricostruita per volere di Alessio II identica a quella abbattuta da Stalin nel 1930 per far posto a una piscina.
Oggi il sinodo dei Vescovi ortodossi in seduta straordinaria eleggerà un reggente. Già partito il toto-successione, ma ci vorranno 6 mesi: fra i favoriti l'arcivescovo Kirill di Kaliningrad, responsabile delle relazioni ecumeniche, e il "tesoriere" metropolita Clemente. Al "vincitore" spetterà il prossimo passo: la stretta di mano con Roma.

Oggi sul Il Messaggero



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