Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


BOSTON, I DUE FRATELLI CECENI, SRADICATI FIGLI DELLA DIASPORA 19/4/2013

MOSCA 20 ANNI DOPO: DALLE BARRICATE AI BLOG 10/10/11

Loulan Beauty - VIAGGIO NELL'ASIA DI MEZZO 15/12/10

SMOLENSK, MUORE LECH KACZINSKY

KIRGHIZISTAN: BAKIEV RESISTE NEL SUD, OPPOSIZIONE VOLA A MOSCA

KIRGHIZISTAN, BAKIEV: NON ME NE VADO, PARLIAMONE. OTUNBAIEVA RIFIUTA

ZHANNET LA KAMIKAZE DI MOSCA 3-4-10

CAUCASO E TERRORISMO, NON PIU SOLO "PISTA CECENA"

ATTENTATI MOSCA, VOCI DALLA LUBYANKA

STRAGE A MOSCA, TORNA IL TERRORE NEL METRO

START 2, FIRMA VICINA 25-3-10

RUSSIA IN PIAZZA, GIORNO DELL'IRA CONTRO PUTIN 21-3-10

CRISI MEDIORIENTE, A MOSCA IL QUARTETTO CONTRO NETANYAHU 20-3-10

RUSSIA. VOTO REGIONALE: QUALCOSA SI MUOVE? 16-3-10

KIRGHIZISTAN, RIVOLUZIONE ANTI-TULIPANI

ALESSIO II E LA POLITICA 6/12/08

Il pio Medvedev e gli atei devoti dell'ex Kgb, le barricate per Gorby e la tempesta dei '90 con Eltsin. Il Kosovo e la Cecenia. È stato sempre vicino alla politica russa Alessio II, Patriarca di tutte le Russie. Una commistione forse indispensabile nei tempi che lo hanno visto protagonista, col nuovo assetto di potere emerso dopo il crollo dell’Urss, per recuperare l’antico prestigio goduto sotto gli zar dalla chiesa ortodossa, spazzato via dalla rivoluzione.

Barbara Yukos

Sabato 6 Dicembre 2008

MOSCA – Da una breve apparizione nei banchi del Soviet supremo, nel 1989 come deputato, per rappresentarvi “istanze etiche”, attraverso la tempesta e il caos della fine dell’Urss, fino alle funzioni celebrate all’interno del Cremlino per i leader della nuova Russia; dall’appoggio dato a Mikhail Gorbaciov, l’uomo della perestrojka che aveva regalato ai russi libertà di culto e ieri si è detto “sconvolto” dalla notizia, contro i “golpisti” dell’agosto 1991 che volevano riportare indietro la storia, al boom economico di Vladimir Putin, lo zar che prima di assumere la corona chiese la sua benedizione. Per finire nella Russia di Dmitri e Svetlana Medvedev, praticanti assidui, specie la first lady, simbolo della nuova generazione.
È stato sempre vicino alla politica russa Alessio II, capo della chiesa ortodossa di Mosca e Patriarca di tutte le Russie. Una commistione necessaria nei tempi che lo hanno visto protagonista, forse indispensabile col nuovo assetto di potere emerso dopo il crollo dell’Urss, per recuperare l’antico prestigio goduto sotto gli zar dalla chiesa ortodossa, spazzato via dalla rivoluzione. Non a caso l’era Putin per il Patriarcato inizia con la santificazione dei Romanov. Tanto che oggi è difficile dire a chi sia servita di più quella frequentazione assidua. Il leader spirituale russo si faceva vedere spesso accanto ai potenti e per questo riceveva qualche critica in patria. Per loro, i leader politici della nazione, la restaurazione della potenza nazionale andava di pari passo col rafforzamento di antichi valori; ed ecco che l'ortodossia torna a far parte integrante dell'identità nazionale russa, anche quando condanna il gay pride. Solo “Reggicandele” Putin e i suoi - gli ex uomini del kgb - per quei russi rimasti atei o almeno scettici, che li vedevano comparire ai servizi religiosi durante le principali festività, a farsi riprendere dalle telecamere, “loro che fino a poco fa non sapevano nemmeno farsi il segno della croce”. E il nuovo zar Medvedev? Ieri appresa la notizia dall’India dove era in visita di Stato, annullato il viaggio in Italia ha voluto dedicare un ricordo immediato al Patriarca: “un grande dolore per il paese e per me personalmente”, ricordando “la libertà di coscienza e culto guadagnati anche grazie a lui dal paese, che ha una base multiconfessionale”. E dove pure i rappresentanti delle altre religioni ufficiali, musulmani ed ebrei, sono soliti allinearsi col Cremlino sulle questioni importanti. Anche Putin affida al video il suo messaggio contrito, un po’ bizzarro: “una grande perdita” per “un grande stratega”. A proposito di orgoglio nazionale, il sanguigno Zhirinovski parla di “tragedia per il paese”.
Nel merito della politica, Alessio II era entrato in alcuni casi anche direttamente: condannando lo scudo Usa in Europa dell’est, o difendendo i diritti di sovranità dei serbi sul Kosovo. Rifiorita con la glasnost la fede dei russi, sotto la sua guida riesce a crescere proprio nel caos economico post-sovietico, lasciandosi alle spalle l’era delle repressioni; è l’era di Boris Eltsin, e dopo l’anatema lanciato contro i “putchisti” in era Gorbaciov, nel 1993 Aleksei II cerca di mediare nella crisi tra Corvo Bianco e il Soviet supremo: non ci riesce, finirà a cannonate. Nella guerra cecena sostiene invece la linea dura del Cremlino contro i “terroristi”. Alla morte di Corvo Bianco l’anno scorso, è proprio il Patriarca a ufficiarne i funerali solenni. Scivolano via intanto le voci sui suoi trascorsi nel Kgb, superati dall’immagine dei fedeli russi tornati in Chiesa.
I funerali dovrebbero tenersi domenica a Mosca nel duomo del Cristo Salvatore; ed è già aperto il toto-successore.

Oggi sul Il Riformista



Powered by Amisnet.org