Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


NIGERIA, ARRIVA LA RIVENDICAZIONE 18/2/13

NIGERIA, ARRESTATO PER CORRUZIONE DIMEJI BANKOLE 07/06/11

NIGERIA, IL GIGANTE FRAGILE 01/02/2010

LA SHELL PAGA PER GLI ABUSI IN NIGERIA 9/6/2009

JOS, LA CALMA DOPO LA FOLLIA 2/12/08

NIGERIA, BLOCCATO TENTATIVO DI RISCATTO 4/01/06

NIGERIA, OLEODOTTO IN FIAMME FA STRAGE 27/12/06

PETROLIO E POVERTA', MIX ESPLOSIVO 27/12/06

NIGERIA, NIENTE RISCATTO PER GLI OSTAGGI 21/12/06

ITALIANI RAPITI: LA RIVENDICAZIONE ARRIVA VIA MAIL 9/12/06

NIGERIA, RAPITI TRE ITALIANI 8/12/06

DELTA DEL NIGER, TRA PETROLIO E POVERTA' 23/11/06

RAPIMENTO A PORT HARCOUR 12/05/06

I GUAI PETROLIFERI DI OBASANJO 21/4/06

LA NIGERIA NEL ‘TRIANGOLO DELLE BERMUDA’ 23/02/06

JOS, LA CALMA DOPO LA FOLLIA 2/12/08

Dopo i violenti scontri del weekend, che hanno lasciato sul terreno centinaia di morti, la calma sembra essere tornata a Jos, capitale del Plateau State, nella Nigeria centrale

Irene Panozzo

Martedi' 2 Dicembre 2008

Torna la calma a Jos. Dopo i violenti scontri iniziati venerdì scorso, la capitale del Plateau State, nella Nigeria centrale, ha vissuto ieri una giornata di relativa calma. Mentre continuava la conta dei morti e negli ospedali, quasi al collasso, si cercava di curare le centinaia di feriti, alcuni negozi hanno riaperto i battenti e le autorità dello stato hanno deciso una parziale riduzione del coprifuoco imposto sabato, nel momento di massima violenza.
Gli scontri erano iniziati quando, venerdì mattina, era circolata voce (poi confermata dai risultati ufficiali) che il candidato dell’All Nigeria People’s Party (Anpp), partito d’opposizione, era uscito sconfitto dalla tornata elettorale per il governatorato dello stato, andato invece al candidato del partito di governo, il People’s Democratic Party (Pdp). Che avrebbe dovuto assumere ufficialmente l’incarico proprio ieri, un passaggio di consegne per il momento rinviato a data da destinarsi.
A dare inizio alle violenze sarebbero quindi state gang di sostenitori dell’Anpp, subito seguite negli scontri da quelle del Pdp. In entrambi i casi, protagonisti dei disordini sarebbero stati soprattutto giovani dei quartieri più poveri della città, in larga parte disoccupati. Ovvero i gruppi più a rischio di strumentalizzazione e manipolazione, com’era già successo nelle altre violenze post-elettorali che nell’ultimo anno hanno insanguinato altri paesi africani, a iniziare dal Kenya e dallo Zimbabwe.
A dividere le gang, oltre all’affiliazione politica, anche l’appartenenza religiosa: in maggior numero musulmani i sostenitori dell’Anpp, cristiani quelli del Pdp. Anche per questo, durante il weekend di violenze, le chiese e le moschee di Jos sono state diventate protagoniste degli scontri: prese di mira, messe a fuoco o usate come rifugio per coloro che hanno scelto di lasciare le proprie case. Oppure come obitorio per raccogliere i corpi dei molti morti, sui quali continua una battaglia di cifre. Mentre le autorità hanno confermato ieri un bilancio provvisorio di 200 vittime accertate, fonti ospedaliere hanno fatto riferimento a numeri molto più alti. Diversi anche le cifre citate dai funzionari della principale moschea della città, dove sono stati 367 i morti a ricevere ieri un funerale di massa.
Le violenze a sfondo politico-religioso non sono certo una novità nel paese più popoloso dell’Africa. Particolarmente problematica è proprio quella “cintura centrale” del territorio nigeriano a cui anche il Plateau State appartiene e che fa da cerniera tra un Nord in predominanza musulmano e un Sud più cristiano. La stessa Jos era già stata teatro di feroci scontri nel settembre 2001, che avevano lasciato sul terreno, secondo un rapporto ufficiale pubblicato l’anno seguente, almeno 915 vittime.
Come in passato, anche in questo caso il timore maggiore è che ora i disordini si estendano ad altre città della federazione nigeriana. Anche per questo domenica il governo centrale ha scelto di lanciare un segnale di fermezza, inviando a Jos il capo di stato maggiore dell’esercito e dispiegando 140 soldati per le vie della città.

L'articolo è oggi anche su Il Riformista



Powered by Amisnet.org