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PROCESSO POLITKOVSKAJA, è PUBBLICO. FINITE LE SORPRESE? 26/11/08

Sarà pubblico e alla luce del sole per comuni cittadini e giornalisti, il processo Politkovskaja. E si spera che ora nessuno cambi idea, dopo tanti colpi di scena che minano la credibilità del Tribunale Militare di Mosca che lo ospita. Ma le sorprese non finiscono qui: la difesa degli imputati rilancia l'ipotesi di un mandante "interno": un politico russo, di medio-piccola importanza.

Lucia Sgueglia

Mercoledi' 26 Novembre 2008
MOSCA - Sarà pubblico il processo Politkovskaja. E si spera che stavolta nessuno cambi idea, che sia l’ultimo dei colpi di scena che rischiano di far perdere ogni credibilità al Tribunale Militare di Mosca, che si occupa del caso. A far la figura peggiore è stato il presidente Evgeni Zubov: una settimana fa ha annunciato di voler tenere il dibattimento alla luce del sole; poi ci ha ripensato, dando la colpa ai giurati che avrebbero avuto paura della stampa. Smentito subito, proprio da uno dei membri della giuria popolare: un piccolo eroe, che oggi è stato escluso dalla giuria, per aver parlato con la stampa, ma anche perché lui stesso aveva detto di non voler partecipare a un processo che inizia con una menzogna. Sbugiardato in pubblico, Zubov è stato costretto a spalancare i cancelli, sperando forse, anche, di evitare provvedimenti disciplinari della Corte Suprema. Rischia comunque la testa: oggi la procura generale russa deciderà se sostituirlo.
E non è finita con le sorprese: ad aprire nuove incognite è l’avvocato di uno degli imputati, stavolta sul mandante, il vero buco nero del processo. In passato gli inquirenti lo avevano individuato in "un uomo potente e terribile residente all’estero", alludendo probabilmente a Boris Berezovsky, miliardario eltsisiano poi caduto in disgrazia nella Russia di Putin, che minacciava di rovesciare con un colpo di stato. Secondo il legale invece, si deve guardare molto più vicino: in Russia, a "un uomo politico, citato negli atti del processo, che si sarebbe voluto vendicare per le critiche al suo indirizzo contenute negli articoli di Politkovskaja". E qui i nomi sono tanti, grandi e piccoli: non guardava in faccia a nessuno la giornalista, nel denunciare i crimini commessi contro i civili ceceni in due guerre feroci: dai militari russi ai caucasici, dal Cremlino ai ribelli. Il più noto e in alto è Vladimir Putin, allora presidente. L’altro è il discusso leader ceceno in carica, ex ribelle, Ramzan Kadyrov: una creatura di Putin.

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