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GIOVANI NAZI CRESCONO 23/11/2008

Quest’anno alla Marcia Russa, manifestazione non autorizzata dei nazionalisti russi per le vie di Mosca, per la prima volta si sono visti anche ragazze, teen ager e tifosi di calcio. Un fenomeno in preoccupante aumento, che in Russia penetra le subculture giovanili e rischia di diventare moda. Come la "caccia all'immigrato": 80 vittime l'ultimo anno. In un paese multietnico e multireligioso per Costituzione.

Lucia Sgueglia

Domenica 23 Novembre 2008
MOSCA - L’appuntamento è in uno dei tanti centri commerciali della capitale, dove lei fa la commessa. Viso d’angelo, enormi occhi blu, piercing al naso, smalto nero, bomber e berretto, non si fa problemi a parlare a voce alta: “Sono una skingol da 10 anni. A scuola prima eravamo tutti bianchi, poi sono arrivati i terroni e sono cominciati i problemi. Ci rubano il lavoro, non siamo padroni a casa nostra. Faceva bene Stalin, benché georgiano - ognuno al suo posto. Se no nascono figli mutanti…”. Natasha Khim, 22 anni, è una minicelebrità: nel cast di Dom2, il Grande Fratello russo, il 20 aprile rispondendo agli sms di auguri degli amici per il compleanno di Hitler, le è scappato un saluto romano davanti alle telecamere. “Scandalo enorme. Ma alla fine non mi hanno cacciata”. E ha un sacco di fan. Il 4 novembre, in pieno centro a Mosca, era tra i 2mila che gridavano “La Russia ai Russi!”, tra svastiche e bandiere imperiali, alla Marcia Russa: una “tradizione” inaugurata nel 2005, quando Putin inventa la Giornata dell’Unità Nazionale sostituendola all’anniversario della Rivoluzione. I nazionalisti se ne appropriano subito, scendendo in piazza col permesso del Comune (mai più concesso), braccio teso e ritratti del Fuehrer, contro “mafia caucasica” e “spacciatori rom”. Quest’anno, novità, per la prima volta c’erano ragazze, teen ager e tifosi di calcio. Dura come mai la repressione: son volati i manganelli, 500 arresti. Appena rilasciato è Dmitri Dëmushkin, tra gli organizzatori. 30 anni, aspetto anonimo e pacato, laurea in psicologia, allunga il biglietto da visita: c’è scritto “SS”, Slavjanskij Sojuz (Unione Slava), il gruppo di ultradestra da lui fondato nel 1999, quando nella Russia in crisi arrivano 2,3 milioni di immigrati dall’ex Urss. Vanta 5mila adepti solo a Mosca. “Siamo nazionalsocialisti, nostro scopo è l’affermazione di uno Stato russo mononazionale. L’Europa è già morta, la Francia è Algeria, la Germania mezza turca…speriamo di salvarci”. Difficile, nella Russia che è multietnica e multireligiosa per Costituzione, ed è anche il secondo paese al mondo per numero di immigrati – ma tant’è. Dmitri è la vecchia guardia: “Oggi è tutto più facile, con le nuove tecnologie. Le ragazze? Ancora poche, ma sono il sale della propaganda”. Su u-tube, “Russian Nazi girl” è una hit: procaci bellezze slave avvolte in drappi celtici, musica romantica. Qualcuna bazzica pure i “campi d’addestramento militar-patriottici” pubblicizzati sul sito di Demushkin.
Il web russo è una miniera per gli estremisti: decine di siti, forum e chat d’ispirazione più o meno razzista, nazionalista, fascista; link radio, bibliografie, gadget in vendita. Dalla teoria alla pratica. Navigando, nel 2006 alcuni studenti minorenni non affiliati a nessuna organizzazione trovarono le istruzioni per fabbricare la bomba piazzata al mercato Cherkizovsky di Mosca: morti 12 venditori “asiatici”, 50 feriti. Hobby prediletto, la “caccia all’immigrato”. La nuova moda è darsi appuntamento via sms o usando nick come WhitePower88, filmare tutto col videofonino e postarlo sul web: ecco gang dagli scarponi chiodati pestare a sangue malcapitati “di pelle scura” in strada o sul metrò. “Nero” è chiunque non sia slavo: africani, cinesi - ma soprattutto centroasiatici e caucasici. Musulmani. Migranti per lavoro dall’ex Urss, molti occupati nei cantieri edilizi col boom, ma anche cittadini russi. Tre anni fa il sito neonazi Format 18 lanciò un concorso per il miglior video, premio in denaro. Arrivarono centinaia di lavori; l’ideatore Tesak (coltellaccio) fu arrestato nel luglio 2007 per sedizione e incitamento all’odio etnico. Un mese dopo, su ru.tube viene diffuso con enorme scalpore il video Decapitazione di un daghestano e di un tagiko, chiuso col saluto fascista dei due sgozzatori mascherati. Fu creduto un falso, finché una ragazza non riconobbe tra le vittime suo fratello. Degli autori nessuna traccia.
Pene severe invece attendono Svetlana Avvakumova, 21, della gang del 17enne Artur Ryno di Ekaterinburg fermata un mese fa: han confessato 37 delitti etnici in 14 mesi. “Purtroppo gli omicidi aumentano, gli autori son sempre più giovani e meglio organizzati. Sanno che il rischio arresto è basso, specie se si mira agli illegali” spiega Aleksander Verkhovskj, direttore del Centro Sova di Mosca, che monitora da anni il fenomeno. Altre vittime ebrei, gay, e (15 in 3 anni) “Antifa”: militanti di sinistra che si oppongono alla deriva nazionalista. L’8 ottobre a Irkutsk skinhead uccidono la punk Olga Rukosyla, 16anni. A marzo decine di coltellate a pochi passi dal Cremlino per Alex Krilov, 21: i killer s’erano accordati sul forum degli ultrà dello Spartak. E ora le destre estreme infiltrano le subculture giovanili: tra i suoi “simpatizzanti”, SS dice di contare bikers, emo, glamour-fascisti, cosacchi, ortodossi radicali, neopagani, nostalgici della Rus’ medievale, band rock e folk. Un mondo eterogeneo e ideologicamente confuso. Come si fa a essere nazi nel paese che sacrificando 27 milioni di vite sconfisse Hitler, per cui gli slavi erano uentermenschen? Risponde Demushkin: “Lui aveva ragione sui popoli inferiori, e lottava contro gli ebrei-bolscevichi. Ma non aveva capito che anche gli slavi sono ariani”. Con la crisi economica, ora l’intolleranza rischia di crescere. Persino i giovani “moderati” di Russia Unita, primo partito nel paese, hanno lanciato una campagna con cui propongono di chiudere le frontiere nel 2009, "Mosca-casa" lo slogan stampato su un biglietto del treno. Mentre, coi russi, migliaia di lavoratori "ospiti" rimangono disoccupati, e si grida all'allarme illegali trasformandoli automaticamente in criminali. Per alcuni è un gioco, per altri un trampolino politico. Ma può sfuggire al controllo.

LA RISPOSTA DELLE AUTORITA’
Per anni, spiega Verkhovsky, nel timore dell’emulazione l’informazione sul fenomeno xenofobia è stata scarsa. Con risultati fallimentari. Oggi aumentano le persecuzioni, specie contro la propaganda radicale, ma le forze dell’ordine spesso classificano questi crimini come semplici ‘atti di teppismo’, e le pene sono nulle o infime. Da settembre la polizia ha una sezione ad hoc anti-estremismo. Ma la stessa definizione di “estremismo” nella Legge non è chiara, e talvolta viene abusata dalle autorità. Il messaggio veicolato dal potere è ambiguo: “Da un lato, chi governa sa perfettamente che la ‘Russia per i russi’ è una follia in uno Stato multietnico come il nostro, si rischia la guerra civile. Ma sa anche che l’antipatia per il “diverso” è diffusa, e sfrutta una retorica patriottica per guadagnar consensi".

I NUMERI
- 50 le etnie nella Federazione Russa; 141 mil. abitanti, di cui 15 musulmani; forte calo demografico
- 5 milioni i lavoratori immigrati nel 2007 (80% dall’ex Urss), altrettanti gli illegali. Ma le stime variano enormemente.
- 150 gruppi di estrema destra in 85 città, 50mila i simpatizzanti. Qualche nome: Movimento contro l’Immigrazione Illegale, Società Nazionalsocialista, Unità Nazionale Russa, Fratellanza Nordica, l’antisemita Pamjat, Gioventù Euroasiatica. Unici messi al bando, nel 2007: i Nazionalbolscevichi di E.Limonov.
- 9% i voti alla Duma nel 2003 per il partito xenofobo Rodina (Patria), poi bandito nel 2005
- 80 omicidi a sfondo razziale al 1 novembre 2008 (dati provvisori Sova), 380 crimini di intolleranza per la Procura russa. 60% più del 2007. 23 condanne per violenza, 37 per propaganda xenofoba
- 53% dei russi dichiara di non amare gli “immigrati” (sondaggio Levada).



Su Io Donna, settimanale del Corriere della Sera



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