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RUSSIA-USA, MEDVEDEV OFFRE "OPZIONE ZERO" 14/11/08

Tour occidentale del presidente russo Dmitri Medvedev dopo le bordate lanciate all'America quasi-di-Obama sullo scudo. Si apre oggi a Nizza il vertice Russia-Ue, nel fine settimana il capo del Cremlino volerà proprio a Washington. Agli Usa dalle pagine del Figarò un segnale di distensione: se rinunceranno allo scudo spaziale, Mosca è pronta ad abbandonare l’idea di piazzare missili a Kalininigrad. Nell'attesa di stringere la mano a Obama (immagine: copertina della rivista Afisha)

Lucia Sgueglia

Venerdi' 14 Novembre 2008
“Opzione zero”, la chiama Mosca. Dipende tutto dagli Stati Uniti. Se rinunceranno allo scudo spaziale in Polonia, la Russia è pronta ad abbandonare l’idea di piazzare missili a Kalininigrad, nel cuore dell’Europa nordorientale. È la mano tesa allungata da Dmitri Medvedev dalle pagine del quotidiano Figarò – ottima tribuna, in quella Francia che già aiutò Mosca a risolvere la crisi del Caucaso, e il cui presidente Sarkozy ieri si è vantato di aver dissuaso Putin dal raggiungere Tiblisi. Oggi a Nizza per il vertice Russia-Ue, nel fine settimana Medvedev sarà a Washington per il summit dei grandi sulla crisi economica, dove intende avanzare le proprie proposte per una riforma del sistema finanziario mondiale. Idem per la sicurezza globale, sulla quale Mosca propone da tempo a Europa e America di lavorare insieme. Chiaro il messaggio: la Russia vuol essere ascoltata, e trattata alla pari dai partner occidentali. Ma sul summit pendono come un’incognita i rapporti con la nuova America di Obama, dopo l’accoglienza poco calorosa riservatagli da Medvedev, con la bacchettata dura alla passata amministrazione Bush per gli errori compiuti, e la telefonata di Obama arrivata un po’ tardi al suo collega russo dopo l’elezione. A quando l’incontro faccia a faccia? “Il prima possibile, ha detto ieri nell’intervista lo zar russo, è indispensabile sia per gli Stati Uniti che per noi”. In Russia c’è chi dice presto, prestissimo, e chi rallenta. Certo è che i rapporti tra le due potenze sono oggi il nodo di buona parte dei problemi globali da affrontare: dal crollo delle borse alle tensioni nel Caucaso, al Medio Oriente. Ieri sempre al Figarò, Medvedev ha fatto sapere che il riconoscimento russo dell’indipendenza di Ossezia e Abkhazia è definitivo. A spingere sull’incontro tra i due, ci pensa intanto Silvio Berlusconi: ieri dalla Turchia ha difeso la Russia, parlando dello scudo come di una "provocazione" da parte americana. E si è proposto come mediatore per evitare una nuova guerra fredda.

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