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Giovedi' 23 Ottobre 2008

Un corteo spontaneo è partito nel primo pomeriggio di oggi dalle facoltà occupate
della Sapienza di Roma. All'inizio qualche centinaio poi, via via, gli studenti sono diventati alcune migliaia con l'affluenza dei loro colleghi da altre facoltà decentrate rispetto al grande ateneo romano, come Architettura o Ingegneria. Si sono recati al Senato per raggiungere un presidio di studenti medi (che in realtà non c'era) e si sono trovati davanti uno sbarramento di polizia. Caschi azzurri e bavaglio rosso contro teste di giovani ragazzi con inalberavano pochi striscioni ma agitavano le mani gridando "Roma libera" e "Berlusconi pezzo di merda", uno degli slogan più gettonati. La protesta per la legge che penalizza gli atenei italiani vede crescere la protesta e gli studenti, che non volevano tornare a casa senza passare dal Senato, alla fine hanno negoziato di poter passare per piazza Navona, arrivando così di lato davanti a Palazzo Madama.
Nessun parlamentare si era visto sino a che gli studenti non sono arrivati a palazzo. Solo allora uno scarno manipolo di parlamentari del Pd (Nerozzi e Vita tra gli altri) è andato a parlare con gli studenti. Accoglienza fredda e boati quando una parlamentare ha detto che l'opposzione non voleva fare istruzionismo ma semmai entrare nel merito della legge e "ritardare" i lavori parlamentari. Anche l'arrivo del segretario di Rifondazione Paolo Ferrero ha sollevato scarsi entusiasmi. L'incontro tra la politica del palazzo e la piazza ha dato l'idea che il confronto sia sia risolto 1 a zero per la piazza. Che ha fatto sentire le sue ragioni davanti a un parlamento che, per il momento, non sembra avere il coraggio di affrontare questi giovanotti che dicevano ai poliziotti "ci battiamo anche per il futuro dei vostri figli".



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