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LA LIVNI VINCE, MA DI MISURA 18/9/08

Il ministro degli esteri israeliano supera Shaul Mofaz, ma di poco

Paola Caridi

Giovedi' 18 Settembre 2008
GERUSALEMME – Gli exit poll la danno vincente. Tzipi Livni ha vinto la battaglia dentro il partito Kadima per la successione al premier israeliano Ehud Olmert, che a fatto un passo indietro a causa dell’indagine in corso per un caso di corruzione. I seggi delle primarie del partito centrista, fondato appena tre anni fa da Ariel Sharon, non si erano ancora chiusi quando il sito di Kadima ha cominciato a diffondere il primo exit poll che dava vincente l’attuale ministro degli esteri. Vincente con una percentuale superiore al fatidico 40%, necessario per ottenere la presidenza di Kadima, evitare il secondo turno e prepararsi a diventare il primo ministro donna dopo tanto tempo. Dopo Golda Meir.. Poi, a ruota, gli exit poll dei principali canali televisivi israeliani. Tutti unanimi, anche se non nei numeri, nel dare alla Livni la vittoria su Shaul Mofaz, il concorrente che la incalzava più da vicino.
Gli exit poll, dunque, confermano i sondaggi, che già da giorni davano Tzipi Livni in testa, e di parecchio, sull’ex ministro della difesa del governo Sharon. La giornata elettorale della Livni, però, non è stata per niente semplice. A metà pomeriggio, l’attuale ministro degli esteri non aveva infatti nascosto il suo disappunto. “Insoddisfacente”, per l’attuale ministro degli esteri israeliano, l’affluenza degli iscritti di Kadima presso i 114 seggi allestiti in tutto il paese. Alle sei di ieri, si era recato alle urne solo il 28% dei 74mila iscritti che si erano registrati per designare il presidente del partito di maggioranza e il successore di Ehud Olmert. E la bassa percentuale di votanti, per la Livni, era il vero ostacolo in una corsa alla presidenza, e successivamente al premierato. “Oggi potete decidere se ne avete abbastanza della politica vecchio stile”, ha detto Tzipi Livni, che ha chiesto agli iscritti di andare ai seggi – aperti sino alle dieci di sera - con i figli, per far veder loro come si può chiamare il paese”.
Così, Tzipi Livni ha chiesto e ottenuto mezz’ora in più di apertura dei seggi, dalle 22 alle 22 e trenta, per convincere più gente possibile ad andare a votare. Un rush finale, quello chiesto dalla Livni ai militanti di Kadima, in una Israele che ieri dava l’idea di un paese in piena sindrome balneare, con temperature sopra i 35 gradi. La gente contava, in questo caso. Perché a favore di Shaul Mofaz, c’era l’apparato del partito nato, per volere di Ariel Sharon, da una costola del Likud (di centro-destra) e da alcuni fuorusciti eccellenti del partito laburista. Tra i quali l’attuale presidente israeliano Shimon Peres.
Mofaz, ora alla guida del dicastero dei trasporti, sfoggiava al contrario molto ottimismo, ieri pomeriggio. Mofaz ha fatto una campagna elettorale aggressiva verso Tzipi Livni, della quale ha messo in rilievo una supposta inesperienza. E soprattutto ha fatto una campagna elettorale vecchio stile, girando tutta la periferia del paese e curando i rapporti con gli amministratori locali. Una cura della base che, sostengono alcuni analisti israeliani, Tzipi Livni non avrebbe avuto. Per privilegiare, invece, i rapporti con la stampa e la tv. La corsa del ministro degli esteri, poi, appariva ieri in salita, anche per la presenza degli altri due concorrenti, Avi Dichter e Meir Shetrit, e la conseguente paura della dispersione del voto.


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Stamattina, i dati finali: Tzipi Livni ha vinto con il 43.1%, Shaul Mofaz ha ottenuto il 42% dei consensi del 55% di iscritti di Kadima registrati per il voto che sono andati alle urne. Tzipi Livni ha dunque ottenuto solo 431 schede in più di Mofaz. Ora si apre la fase della creazione del nuovo governo israeliano. Olmert darà la dimissioni, il presidente Peres designerà un nuovo premier, che aprirà le consultazioni per formare un nuovo esecutivo. Alla fine del percorso, Tzipi Livni, 50 anni, dovrebbe essere la prima premier donna dopo Golda Meir.



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