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Reazioni alla guerra in Ossezia del Sud. L'Onu paralizzata mentre infuriano i combattimenti

Il Caucaso entra nella campagna elettorale statunitense, mentre la Ue getta acqua sul fuoco

Lucia Sgueglia

Sabato 9 Agosto 2008

Il Consiglio di sicurezza Onu convocato due volte in 24 ore, l'Europa che accorre a Tbilisi insieme agli Usa a gettare acqua sul fuoco. È altissimo l'allarme internazionale intorno all'esplodere della crisi Russia-Georgia, dopo anni di indifferenza verso un conflitto a bassa intensità che non ha mai smesso di fare vittime.
Presto una delegazione congiunta composta da Stati Uniti, Unione europea e l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) sbarcherà a Tbilisi, sperando di ottenere un cessate il fuoco nell'Ossezia del sud. Lo ha reso noto ieri sera la presidenza francese di turno dell'Ue. La decisione - si legge nel comunicato - è stata presa «tenendo conto della gravità della situazione e molteplici contatti presi da ieri sera dal ministro degli esteri francese Kouchner». In precedenza, da Washington fonti diplomatiche avevano parlato dell'invio di una delegazione congiunta Usa-Ue, cui parteciperà per parte americana Matthew Bryza.
Ma sono proprio gli Usa, alleati d'oro di Tbilisi nelle sue aspirazioni filoatlantiche e nella sua verve antirussa, a manifestare il maggiore coinvolgimento nella crisi. A Pechino, dove si trova per presenziare all'apertura dei Giochi, George Bush va subito a colloquio con Putin. A rivelarne i contenuti è la portavoce della Casa Bianca Dana Perino: «Voglio ribadire a nome del presidente che gli Stati Uniti appoggiano l'integrità territoriale della Georgia e che facciamo appello per un immediato cessate il fuoco». Nel frattempo, Condoleezza Rice fa telefonate alle due parti in causa. Mentre il presidente georgiano Saakashvili parlando alla Cnn dichiara che è nell'interesse dell'America aiutare il suo paese: «Non è più solo una questione della Georgia, è in gioco l'America, i suoi valori».
Ma soprattutto, la crisi del Caucaso si riflette sulla campagna elettorale per la Casa Bianca. A dire la loro sono entrambi i concorrenti alla presidenza Usa. Barack Obama lancia un appello a Russia e Georgia perchè mostrino moderazione e evitino una «guerra in piena regola». Come McCain, Obama tiene all'integrità della Georgia e al ruolo dell'Onu. Ma il repubblicano, prevedibilmente, coglie l'occasione per attaccare frontalmente Mosca: «La Russia deve cessare le proprie operazioni militari immediatamente e senza condizioni e ritirare tutte le proprie forze dal territorio sovrano della Georgia». Aggiungendo che Bush dovrebbe premere sulle nazioni Unite per «fermare i russi».
L'altra notte era stata Mosca a chiedere, accontentata, di convocare una seduta d'urgenza del Consiglio di sicurezza. Risoltasi in un nulla di fatto, ripresa ieri. Mentre dal Palazzo di vetro arriva l'allarme: «fiume di rifugiati in fuga verso la Russia».

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