Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


L’asse Mosca Ankara

MODELLO GIACARTA

Pesi e misure per un golpe

TURCHIA, VARATA LA CONTROVERSA LEGGE SUL CONSUMO DI ALCOOL 25/5/13

LA GUERRA DEI CURDI 11/1/13

SE ABBIAM PERSO LA TURCHIA 12/11/11

TURCHIA, RICORDANDO HRANT 21/1/10

TURCHIA, AL DTP FUORILEGGE SI SOTITUSICE UN NUOVO PARTITO CURDO 18/12/09

NOME IN CODICE “GABBIA” 30/11/09

SE LA CORTE DECIDE...DI NON DECIDERE 19/11/09

DUE LINGUE, UNA VALIGIA 1/11/09

CURDI TURCHI, IL RITORNO A CASA 23/10/09

ARMENIA/TURCHIA, LA SCOMMESSA DI BURSA 19/10/09

LA TELA SEGRETA DIETRO LA PARTITA TURCHIA-ARMENIA 8/10/09

TURCHI E ARMENI/IL CORAGGIO DI CHIEDERE SCUSA 20/12/08

TURCHIA, 24 ORE AD ALTA TENSIONE 29/07/08

Nella mattinata di Ankara la Corte Costituzionale ha iniziato le sedute per decidere se mettere al bando il partito Giustizia e Sviluppo. Meno di dodoci ore prima, due bombe hanno fatto 18 morti in un quartiere popolare di Istanbul

Lettera22

Martedi' 29 Luglio 2008

Ventiquattro ore ad alta tensione, quelle che la Turchia ha vissuto ieri. Nella mattinata di Ankara la Corte Costituzionale ha iniziato le sedute per quella che si rivelerà essere probabilmente una delle sue più difficili decisioni: la messa al bando o meno del partito di maggioranza relativa nel paese, il partito Giustizia e Sviluppo (Akp) del premier Recep Tayyp Erdogan e del presidente della repubblica Abdullah Gul. Che a loro volta, se la Corte dovesse accettare la tesi dell’accusa e punire il partito islamista moderato per le “misure anti-laiche” intraprese dall’esecutivo, rischiano, assieme ad altri 69 colleghi di partito, l’interdizione per cinque anni dagli incarichi pubblici.
L’apertura dei lavori della Corte Costituzionale ha seguito di neanche dodici ore un attentato sanguinoso che ha ulteriormente alzato la tensione nel paese. Nella tarda serata di domenica, due bombe sono state fatte scoppiare nel quartiere popolare di Gungoren, nella parte europea di Istanbul, a pochi minuti e pochi metri di distanza l’una dall’altra, uccidendo 18 persone e ferendone altre 154. Nessuna rivendicazione, solo i neanche tanto velati riferimenti del governo, a iniziare da Erdogan, alle presunte responsabilità degli indipendentisti curdi del Pkk. Che però ha smentito ogni suo coinvolgimento, dicendo per bocca del dirigente Ahmad Danis che “il partito condanna l’attentato” e che “il Pkk non colpisce i civili nelle sue operazioni militari”.
La coincidenza temporale dell’attentato e della discussione della Corte Costituzionale sul futuro del partito di governo ha fatto salire il livello di allerta non solo all’interno del paese. Dal presidente della repubblica italiano Napolitano e quello russo Medvedev, dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon e dalla Casa Bianca al Consiglio d’Europa e all’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza della Ue Javier Solana, il coro di condanna e di cordoglio per le bombe di Istanbul è stato unanime. Allo stesso modo, però, gli attori stranieri hanno espresso particolare preoccupazione per le possibili conseguenze dell’eventuale decisione della Corte Costituzionale turca di mettere al bando l’Akp. Soprattutto in sede Ue, impegnata in negoziati con il governo di Ankara in vista di una possibile entrata della Turchia nell’Unione. Nonostante le prudenti parole del portavoce della Commissione Europea Amadeu Altafaj Tardiu, che ha detto che “bisogna aspettare la decisione della corte e rispettare il suo lavoro”, altre fonti diplomatiche a Bruxelles hanno chiaramente detto che “una decisione favorevole alla messa al bando di un partito presa in un’aula giudiziaria allontanerebbe di fatto la Turchia dai valori europei”.
Anche lo stesso Solana ha rilevato che “non è molto normale che un partito che ha vinto le elezioni, che la Ue ha giudicato libere ed eque, sia sottoposto a questa trafila”. Nel caso di una condanna, ha aggiunto il diplomatico spagnolo, “non ne verrebbe fuori nulla di buono nel processo europeo della Turchia”. Simili le preoccupazioni del ministro degli esteri Frattini, che ha confermato l’appoggio dell’Italia all’accesso della Turchia alla Ue.

L'articolo e' oggi anche sui quotidiani locali del Gruppo L'Espresso



Powered by Amisnet.org