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ISRAELE-HEZBOLLAH: COMINCIA LO SCAMBIO DI PRIGIONIERI 16/7/08

Accordo raggiunto, procedura avviata dopo il voto positivo del governo di Tel Aviv.

Paola Caridi

Mercoledi' 16 Luglio 2008
Da ieri, Rosh Hanikra è zona militare interdetta a chiunque. L’ultimo promontorio a nord di Israele, sul confine col Libano, è una meta turistica interessante: rocce bianche, grotte, e Haifa neanche tanto lontano. Oggi, però, Rosh Hanikra è solo il posto di confine con il Libano più a occidente. Il luogo dove dovrebbe andare in onda lo scambio di prigionieri tra Israele e hezbollah, dopo l’approvazione dell’intesa – ieri – da parte del governo di Tel Aviv. Un benestare a larghissima maggioranza, quello deciso dall’esecutivo presieduto da Ehud Olmert, nonostante i dubbi che avevano preceduto il voto, dopo lo scontento israeliano per le notizie fornite da “partito di Dio” sciita su Ron Arad, il pilota scomparso in Libano oltre vent’anni e di cui non si conosce il destino. 22 i ministri che hanno votato a favore, mentre tre sono stati i contrari. Tra gli oppositori dell’intesa, il ministro della giustizia, Daniel Friedmann, che ha però assicurato che firmerà i documenti necessari alla scarcerazione di quattro militanti di Hezbollah, arrestati nel 2006, e in particolare all’uscita dalla prigione di Hadarim di Samir Kuntar.
Considerato un eroe in Libano, e un assassino spietato in Israele, Kuntar è da quasi trent’anni in un carcere israeliano per aver ucciso Danny Haran e due sue figlie nella cittadina di Naharya. E la delicatezza del caso Kuntar, per l’opinione pubblica israeliana, è confermata dalla decisione di Shimon Peres di ricevere l’ok del governo e di parlare con la famiglia Haran, prima di dare a sua volta il via libera allo scambio.
Per i cinque membri di Hezbollah, e per i corpi di 199 “combattenti nemici” (questa la dizione usata dalle forze armate israeliane), il governo di Tel Aviv riavrà sul proprio territorio Ehud Goldwasser ed Eldad Regev, i due soldati sequestrati da hezbollah il 12 luglio del 2006, con un’azione che diede poi il via alla seconda guerra israelo-libanese. Nessuno sa ancora se Goldwasser e Regev torneranno vivi in Israele, o dentro una bara, com’è invece convinzione diffusa sia nel paese, sia nell’intelligence. Sarebbero stati uccisi dopo il rapimento, o potrebbero essere morti nei giorni successivi per le ferite riportate.
Secondo un complesso protocollo, Israele consegnerà i corpi di 199 “combattenti nemici” (tra cui anche siriani, palestinesi, egiziani) al confine con il Libano. Sarà poi la volta di hezbollah di consegnare Goldwasser e Regev. Se fossero morti, bisognerà attendere il riconoscimento dei corpi, con la clausola che in caso di difficoltà i corpi saranno portati in elicottero in un ospedale per la prova del dna. Soltanto dopo questo passaggio, Israele consegnerà i prigionieri libanesi. Il tutto, attraverso i buoni uffici della Croce Rossa Internazionale e la mediazione tedesca, in corso da anni.
Non è la prima volta che Israele e hezbollah si accordano su di uno scambio di prigionieri. L’ultimo scambio avvenne sotto il governo di Ariel Sharon, e comprese molti detenuti palestinesi: un caso che non si ripetuto ora, anche se in molti sostengono – in Israele – che lo scambio di prigionieri con hezbollah possa facilitare il negoziato in corso con Hamas per la liberazione del caporale Gilad Shalit e, contemporaneamente, il rilascio di alcune centinaia degli 11mila palestinesi detenuti nelle carceri israeliane.


Leggi la cronaca sui giornali locali del gruppo Espresso-Repubblica.

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