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La denuncia della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni

Nell'immagine un busto di Ippocrate, il padre nobile della medicina
occidentale

E. G.

Lunedi' 23 Giugno 2008


Gravi problemi di salute non li hanno solo le persone che vivono nel Sud del mondo. Anche in Italia, paese “garantito” da un sistema sanitario nazionale che consente un accesso diffuso a diagnosi e cura, gli “ospiti” che provengono dai paesi poveri rischiano di passarsela male. Anzi peggio. E persino di produrre un circolo vizioso pericoloso per la comunità. E' la denuncia della “Società Italiana di Medicina delle Migrazioni”(Simm) che da diversi anni si occupa degli immigrati irregolari e clandestini nel nostro paese e del loro diritto all’assistenza sanitaria: un network scientifico nato nel 1990 e che da quasi vent'anni monitora il rapporto tra assistenza sanitaria e salute degli immigrati presenti in Italia. Il “pacchetto sicurezza”, ancor prima di essere approvato, ha già prodotto, ad avviso della Simm, effetti nefasti.
Spiega la rete che l’Italia ha, nei riguardi della popolazione immigrata, una normativa sanitaria particolarmente illuminata, “coerente con il mandato costituzionale e con un sistema sanitario di tipo universalistico ed equo che garantisce a tutti – almeno sulla carta - parità di condizioni con i cittadini italiani”. Dunque anche a irregolari e clandestini che sono tutelati da una norma che recita: “...l’accesso alle strutture sanitarie (sia ospedaliere, sia territoriali) da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano”. Ma c'è un però. Per la Simm il generale clima di “enfasi sulla sicurezza” starebbe “producendo danni per la salute degli immigrati stessi”. In un appello la rete fa presente che “tutte le strutture in Italia che si occupano di assistenza sanitaria a immigrati irregolari denunciano una riduzione preoccupante degli accessi e non perché siano diminuiti gli stranieri ma per il clima di sospetto e paura creatosi. Con ripercussioni gravissime – avverte la nota - anche sulla collettività”.
Paradossalmente il danno si può ripercuotere infatti su gli italiani stessi. “Potremmo dire – sostiene l'appello - che il “pacchetto sicurezza”, pur non contenendo condizioni ostative all’accesso ai servizi sanitari è di per sé, per come è stato previsto, percepito e presentato, “patogeno” (causa di malattia/patologia). Per gli immigrati e per la collettività”.

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