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UNA TRAPPOLA DI NOME KALASHNIKOV

F-35. GIA' SPESI 3,4 MILIARDI

RECORD UE: MOLTE ARMI MOLTO ONORE 2/2/14

LETTERA A NAPOLTIANO: FERMI IL TOUR DELLA CAVOUR 20/11/13

QUOTA 90, L'ITALIA TIENE GLI F-35 17/7/13

F-35, OGGI SI VOTA, PD SPACCATO 16/7/13

SENATO A MAGGIORANZA VOTA SI AGLI F-35 16/7/13

ARMI E SOLDATI: QUANTO SPENDE L'ITALIA 10/7/13

COME REGOLAMENTARE IL MERCATO DELLE ARMI 18/4/13

RISCHIO CORRUZIONE NEL SETTORE DIFESA 30/1/13

LAVORO, NON BOMBE 1/6/12

TUTTE LE ARMI DEL (EX) PREMIER 14/5/12

IL PARLAMENTO DICE NO AGLI F-35 28/3/12

NUOVE ARMI: "AGENTI SEGRETI" INVISIBILI 12/5/10

IL GUINNESS DELLE ARMI 4/5/10

UN MONDO SENZA MINE, AL VIA IL TRATTATO CHE BANDISCE LE CLUSTER 30/5/08

Dopo dieci giorni di intensi negoziati, i delegati di 110 Paesi hanno adottato laconvenzione che proibisce la produzione, l’uso e il commercio delle bombe a grappolo

Lettera22

Venerdi' 30 Maggio 2008

"La conclusione del trattato è una vittoria della società civile e di alcuni stati fortemente determinati ad evitare la catastrofe umanitaria che potrebbe derivare dall’uso massiccio di queste armi. Malgrado le pressioni di interessi forti ed i tentativi di alcuni Paesi partecipanti di modificare il testo per salvaguardare i propri arsenali , le delegazioni riunite a Dublino hanno saputo far prevalere le ragioni delle vittime e la necessità di prevenire ulteriori sofferenze”. E' il commento di Giuseppe Schiavello, direttore della Campagna Italiana contro le Mine.
Al trattato, concluso anche grazie alla pressione di centinaia di attivisti e vittime delle cluster bombs riuniti nella Cluster Munitions Coalition, aderiranno anche alcuni dei principali produttori, utilizzatori e detentori di munizioni cluster.
Non solo luci. Infatti, si legge in una nota della Campagna, l’unico difetto del trattato - che contiene anche disposizioni molto concrete e positive sull’assistenza alle vittime ed alle comunità colpite - è costituita dall’inserimento di un articolo per permettere la partecipazione ad operazioni militari congiunte con stati che non aderiranno all’accordo e che potrebbero utilizzare munizioni cluster. Questa disposizione, voluta principalmente dai Paesi NATO, tra cui l’Italia, dovrà essere interpretata in maniera restrittiva, per evitare che gli stati aderenti al trattato compiano azioni (tra cui assistere intenzionalmente gli alleati nell’uso di munizioni cluster ed ospitare stock di tali munizioni sul proprio territorio) che ne violano lo spirito.
La delegazione italiana presente a Dublino ha dichiarato il proprio sostegno al testo del trattato, e il 28 maggio il Senato della Repubblica ha votato all’unanimità un ordine del giorno bi-partisan recante un parere favorevole sulla messa al bando delle cluster bombs.
Langue intanto il Fondo per lo Sminamento umanitario istituito in Italia nel 2001 con una dotazione di 15 milioni di euro per un triennio. Ha subito nel tempo tagli costanti sino ad arrivare a poco più di 5 milioni di euro previsti per il triennio 2007-2009, anche questo in modo bipartisan, senza eccezioni.





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