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LA SPEZIA: MISTERI TOSSICI E RADIOATTIVI ALL'ARSENALE 19/12/03

Rese note le 500 pagine della perizia tecnica nell’ambito di un’inchiesta che vede indagato da parte della magistratura ordinaria, l’Arsenale militare di La Spazia, il santuario inviolabile della città.

Emanuele Giordana

Venerdi' 19 Dicembre 2003

“Ci sono voluti quattro anni di battaglie, di manifestazioni, marce, incontri in città, denunce. Adesso però, almeno una parte di verità sta saltando fuori”. Aldo Lombardi è di buon umore, se si può essere di buon umore in queste occasioni. Il segretario di Rifondazione comunista a La Spezia ha in mano le copie dei giornali locali che a titoli cubitali danno la notizia. E’ la notizia è il catalogo di nefandezze ambientali che sono documentate nelle oltre 500 pagine della perizia tecnica dell’ingegner Luigi Boeri, nell’ambito di un’inchiesta che vede indagato da parte della magistratura ordinaria, l’Arsenale militare di La Spazia, il santuario inviolabile della città.
La relazione tecnica, richiesta dal magistrato Rodolfo Attinà, riferisce che in località “Campo di ferro” di Marola, nel territorio di competenza dell'Arsenale militare e quindi del Ministero della Difesa, sono stati ritrovati 725 chili di rifiuti classificati come radioattivi e una serie di rifiuti tossico nocivi che vanno da resti d’amianto a vecchie batterie, a residui di olii, vernici, solventi e così via. Materiale depositato, sembra, con molta leggerezza e anche senza la dovuta classificazione. Un’operazione a cuor leggero che fa di “Campo di ferro” un camposanto delle nostre leggi ambientali. Il deposito della perizia porta la data del 18 novembre ma solo ieri è apparso, con grande rilievo, sui giornali locali: “Bomba ecologica” titolava il Secolo XIX. “Scandalo al sole”, incalzava la Nazione. Nella spiaggia ai piedi di Marola sarebbero stati sepolti negli anni strati fino a tre metri di rifiuti pericolosi. La discarica si estenderebbe su oltre 700 metri quadrati e, quanto alle acque, la perizia dice che quelle sotterranee sono già inquinate mentre ancora non ci sono dati sull’inquinamento marino.
Per violazione della legge Ronchi, sono indagati i due ammiragli Dino Nascetti e Ermogene Zannini, quest’ultimo attuale comandante dell'Arsenale, ai quali la procura della città ligure avrebbe contestato la violazione di due articoli del decreto di tutela ambientale che porta il nome dell’ex ministro verde: le indagini riguardano lo stoccaggio abusivo e lo smaltimento di materiale inquinante nel sottosuolo. In buona sostanza, si tratta adesso di capire, oltre la quantità e la qualità di una discarica incontrollata e abusiva di materiale altamente inquinante e radioattivo, di chi sono e sono state le responsabilità. Il materiale inoltre potrebbe essere all’origine dell’inquinamento del Golfo di La Spezia, in cui tanta parte hanno avuto altri capitoli “neri” della storia cittadina, come l’odissea mai conclusa della discarica di Pitelli.
La vicenda è nata diversi mesi fa dopo che, in seguito a una marcia di protesta di 10 chilometri che chiedeva maggior trasparenza sulle attività dell’Arsenale in città, si è mossa una delegazione parlamentare. L’arrivo dei parlamentari ha fatto riemergere dall’oblio antiche vicende, come la discarica di Pittelli, il transito di sottomarini nucleari, i rischi di dispersione in mare. Così è partita l’inchiesta e già il 10 dicembre scorso il Comune di Spezia, cui la legge attribuisce poteri di controllo dal punto di vista ambientale sul territorio di competenza, aveva invitato l’Arsenale militare a rimuovere i rifiuti e a bonificare l'area. L'Arsenale aveva risposto che la rimozione dei cumuli di rifiuti era già iniziata. Ma intanto la magistratura spezzina, dopo aver ricevuto la perizia tecnica di Boeri, l’ha inviata sia al Comune che all’Azienda sanitaria locale e, in copia, al ministero dell'Ambiente.
“Finalmente – chiosa ancora Aldo Lombardi, che in città si è sempre mosso perché venisse fatta luce sulle vicende legate all’Arsenale e alla discarica di Pitelli – qualcosa salta fuori. E questo è anche il frutto delle battaglie fatte dagli spezzini in questi anni. Ma è solo uno dei passi da fare. Dobbiamo sapere la verità sull’inquinamento nel Golfo, sulla discarica di Pitelli cui è stato opposto il segreto militare, e su tutte le vicende che riguardano il nucleare e la nostra città”. Nota tra l’altro per ospitare molto spesso sottomarini con testate atomiche. Un’altra specialità dell’Arsenale spezzino.

Questo articolo è uscito oggi su il manifesto



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