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REPORTAGE CUBANO 15/10/08

MOSCA, GIORNO DELLA VITTORIA 9/5/08

Si è appena conclusa a Mosca la grandiosa parata militare per il 63esimo anniversario della Vittoria sovietica sulla Germania nazista in quella che i russi chiamano ancora Grande Guerra Patriottica. Che ha riportato dopo 18 anni l'artiglieria pesante sulla piazza Rossa. Ma anche il ricordo di una giornata storica. Foto di Lucia Sgueglia: veterani del Don, al cellulare per suoneria "Katiuscia"

Venerdi' 9 Maggio 2008
Tornano sulla Piazza Rossa, dopo 18 anni, carriarmati, giganteschi missili intercontinentali e bombardieri strategici, insieme a Mig e Topol di ultima generazione e 8mila soldati. Facendo tremare il selciato del vecchio centro storico. L’ultima volta c’era ancora l’Urss. È la prima uscita ufficiale fianco a fianco del nuovo presidente russo Medvjédev e del neopremier Putin. Si festeggia oggi in Russia, con una grandiosa parata militare, il 63esimo anniversario della Vittoria sovietica sulla Germania nazista, in quella che i russi chiamano ancora Grande Guerra Patriottica. È l’ultima tappa nella restaurazione dell’orgoglio russo, iniziata da Putin nel 2000, dopo la crisi degli anni novanta. Prima in campo economico, poi nel prestigio politico internazionale, infine quello militare. Sfoggio di muscoli? “Non vogliamo minacciare nessuno - ha detto il neopremier qualche giorno fa - ma dimostrare che la Russia è in grado di difendere la propria gente e le proprie ricchezze, che non sono poche”. E stamattina Medvjédev ha lanciato un monito contro “i conflitti armati causati da azioni irresponsabili”. Un esercito, quello russo, che in verità se la passa poco bene, tra corruzione, nonnismo, tagli agli ausiliari, riduzione della leva obbligatoria, svendita dell’immenso patrimonio immobiliare. Ieri Putin ha promesso di regalargli nuovi fondi.
Ma quella del 9 maggio, al di là della retorica, è una festa veramente sentita dai russi. Da giorni Mosca è addobbata a festa, in ogni negozio e ufficio dal centro alla periferia, manifesti ed enormi striscioni inneggiano alla Vittoria, al Sacrificio dei Padri, Nipoti che ringraziano i Nonni; dalle borsette delle ragazze e dai risvolti della giacche degli anchor-man tv pendono nastrini nero-arancio dell'ordine di San Giorgio, simbolo della giornata. Memoria di 30 milioni di morti sovietici tra civili e combattenti, l’omaggio dovuto a migliaia di anziani veterani. Alcuni di loro, che hanno combattuto sul Don contro gli italiani, ci hanno detto: “Abbiamo molta simpatia per il vostro paese. Ma non bisogna dimenticare, per che cosa siamo morti”.




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