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MARTIRI 3/05/08

Da Bossi a Giorgia Meloni, passando per l'anniversario di Aldo Moro, chiamare in causa i martiri torna di moda. Tanto a morire sono sempre gli altri

Attilio Scarpellini

Sabato 3 Maggio 2008

Il futuro ministro delle riforme Umberto Bossi ha trecentomila martiri pronti ad immolarsi se solo la sinistra dovesse muovere un dito contro le riforme della Lega. L'ex vice-presidente della Camera Giorgia Meloni dice che anche i ragazzi del Fronte della Gioventù uccisi negli anni ’70 sono dei “martiri di Italia”. Poi corregge il tiro e dà una versione bipartisan del suo pensiero: anche dall’altra parte della barricata, aggiunge nell’intervista a Klaus Davi, ci furono dei casi simili, cioè dei martiri. Aldo Moro che verrà celebrato in questi giorni – il 9 maggio è vicino – è da tempo presentato come un martire della democrazia. L’Italia che non ha mai brillato per il coraggio delle rivoluzioni, è sempre stata sensibile al prestigio del sangue che le irrora e alla memoria delle vittime involontarie cadute in guerre che non osavano dichiararsi. I muri di Roma erano saturi di scritte dove questo o quell'assassinato continuavano a vivere nella memoria di chi era loro sopravvissuto. Il tale vive. Ma come nelle correzioni tipografiche, il tale non viveva affatto, giaceva sotto lo sbrego di una cancellatura, soffocato dall’ennesima svista di un correttore anonimo e senza principi – lo spirito del tempo – che poi si incaricava di resuscitarlo come arma impropria di una guerra tra simboli e tra cadaveri: il suo sangue andava a vivificare una retorica che perpetuando se stessa a ogni caduto riusciva a eludere per sempre la parte di odio che le spettava. Perché l’odio è una ritorsione sentimentale che siamo chiamati a leggere dentro e non fuori di noi (lo dico sapendo che un nuovo ciclo di odio – come lo ha chiamato Lanfranco Caminiti – si sta innescando in questo paese sotto le apparenze di una debole pacificazione e il fatto che verrà convogliato verso migliaia di invisibili e le nostre case saranno risparmiate dal passaggio del suo angelo lo rende soltanto peggiore). La usa ancora oggi, questa elusione retorica, Giorgia Meloni quando afferma che la violenza era estranea alla sua “comunità politica” (condannando all’allucinazione e alla millanteria chiunque abbia assistito ai raid neofascisti nella Roma anni ‘70) e quando corregge a posteriori la fede dei suoi martiri dicendo che col fascismo non avevano a nulla a che vedere perché erano nati troppo tardi. Forse si sarebbe potuta limitare a dire che quei giovani il fascismo lo stavano solo sognando ( e credo che Pasolini, l’unico che a quei giovani tentò di rivolgersi in quanto tali, chiamandoli “giovani neo-fascisti”, le avrebbe dato ragione). Ma di certo il fascismo è l’ultimo senso di antagonismo che ancora la Meloni potrebbe attribuire alla loro identità politica per continuare a parlare di martiri – e non di vittime insensate e dunque totalmente umane, quali invece sono – tranne a non pensare che il loro sacrificio testimoniasse in anticipo del suo insediamento a Montecitorio con il Pdl o dell’avvento di Gianni Alemanno al Campidoglio. I morti andrebbero maneggiati con cura: in fondo, occupati come siamo a montare sulle loro bare per parlare in loro nome e ammantarci del loro dubbio prestigio, non intendiamo nulla di quel che ci sussurrano, ignoriamo del tutto l’evoluzione dei loro desideri. Anche la parola martirio andrebbe maneggiata con più prudenza, soprattutto quando ad usarla è gente che per definizione chiede di essere creduta e di essere seguita. Che razza di martiri sarebbero quelli che con tutta probabilità non volevano spingere la propria testimonianza per un'idea fino a morirne? Il più famoso di questi martiri presunti, Aldo Moro, avendo tempo di scrivere, lo disse apertamente: non voglio morire perché lo Stato (questa poderosa entità che quasi non esiste prima di cementarsi sul sacrificio di qualcuno) viva. Ma nessuno lo ascoltò. Forse perché, come si legge nell’epitaffio che un ironico artista volle sulla propria tomba, “a morire sono sempre gli altri”.

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