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I NUOVI ACQUISTI DELLA DIFESA ITALIANA 20/3/08

Le Commissioni Difesa parlamentari hanno detto sì all’acquisto di due sommergibili U 212 (nell'immagine) e di altri quattro velivoli senza pilota Predator

Luciano Bertozzi

Giovedi' 20 Marzo 2008

Neanche lo scioglimento anticipato del Parlamento ferma il notevole aumento delle spese militari, attuato con la legge finanziaria 2007 e con quella del 2008. Negli ultimi giorni di lavoro le Commissioni Difesa parlamentari hanno detto sì all’acquisto di due sommergibili U 212 di ultima generazione e di altri quattro velivoli senza pilota Predator. Le predette commissioni si sono riunite di urgenza per esprimere un parere favorevole, non vincolante, al Governo.

Solo per i sommergibili, la maggiore spesa è pari a 915 milioni di euro spalmati in nove anni a partire dal 2008. Si tratta di una coproduzione italo-tedesca e d il nostro Paese si era impegnato, nel 1996 all’atto della firma dell’accordo ad un’opzione per altri due sommergibili . Si tratta di navi molto silenziose, con un’autonomia di ottomila miglia in superficie ed oltre 400 in immersione. Nella richiesta del parere favorevole del Parlamento è stato enfatizzato il positivo riflesso occupazionale, le navi saranno costruite come le altre 4 già realizzate, ai cantieri di Muggiano (La Spezia). L’impatto sull’occupazione è tutto da dimostrare, del resto in passato la crisi dell’industria militare spezzina ha favorito la nascita di una fiorente economia civile. Sarebbero da fare degli studi, invece, sui riflessi occupazionali a parità di investimento fra i due settori. E’ chiaro che finché saranno i militari o Finmeccanica a dettare le strategie industriali della difesa, la riconversione produttiva dal settore militare al civile non sarà considerata, nonostante sia prevista da una norma di legge, la 185 del 1990 ed una presa di posizione in tal senso approvata dal senato l’estate scorsa nell’ambito del Documento di programmazione economica-finanziaria (DPEF).
Nel dibattito parlamentare, peraltro assai scarno, l’Esecutivo non ha fatto presente la motivazione politica connessa ai nuovi armamenti, è stato il sen. Cossiga (Forza Italia) a far presente che il programma “va valutato non alla luce della diminuzione o dell’aumento delle capacità offensive che ne derivano, ma dalla coerenza con le strategie di difesa perseguite dal Paese”. Il sottosegretario alla Difesa Lorenzo Forcieri, nell’illustrare in Parlamento la necessità dell’acquisto dei sottomarini, ha sottolineato il vantaggio “ di agganciare il programma italiano a quello tedesco, realizzando in tal modo significative economie di scala, con un sensibile contenimento dei costi”.

Il Parlamento ha dato parere favorevole anche all’acquisto di 4 aerei senza pilota Predator B, che si aggiungono ai Predator A che l’Aeronautica Militare utilizza in Afghanistan, ad Herat, con compiti di ricognizione. I nuovi velivoli che costano in tutto circa ottanta milioni di euro sono in grado, però, anche di portare armi, missili e bombe. Rifondazione Comunista, con l’on Deiana si è espressa contro tale acquisto, in quanto “ si tratta di un velivolo da guerra che viene dato in dotazione alle Forze Armate, sebbene l’attuale governo e l’Aeronautica ne escludano l’impiego per finalità belliche. L’acquisto del velivolo, inoltre, si inserisce nell’ambito di un sistema di acquisti che sfugge totalmente al controllo del Parlamento”.Il Sottosegretario Forcieri in Commissione Difesa alla Camera ha affermato che il Predator “viene acquistato esclusivamente per scopi di ricognizione e sorveglianza e non potrà essere comunque destinato ad altri scopi senza una nuova richiesta di parere parlamentare.
Non si tratta “solo” di spese sottratte a migliorare la qualità della vita degli italiani, ma che aumentano i rischi di un maggiore coinvolgimento in guerra nel teatro afgano. Scelte di così ampia rilevanza politica sono valutate unicamente come un fatto contabile senza nessun approfondimento sullo scenario in cui andranno ad incidere, né sul cambio di strategia militare che inevitabilmente comporteranno. In pratica a cosa serviranno le nuove armi, a proiettare una nuova visione di un’Italia muscolare? Oltretutto ciò è incoerente con il ruolo italiano nel promuovere battaglie di civiltà, come la moratoria sulla pena di morte.
Se il Governo Prodi ha platealmente calpestato il suo programma elettorale aumentando la spesa militare, non si può sperare molto nel Partito Democratico che ha candidato alcuni generali e che scaricando la Sinistra non si pone i tormenti dell’Esecutivo Prodi, né tantomeno la coalizione guidata da Berlusconi che con l’ex Ministro della Difesa Martino si è espresso, addirittura, per un ritorno militare italiano in Iraq.




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