Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


Presidio contro la guerra a Milano

VIGILIA DIFFICILE PER IL WARGAME DELLA NATO

A TRIESTE DIVISI DA UNA DATA, 1 MAGGIO O 12 GIUGNO?

21 OKTOOBAR, I MISTERI DI MOGADISCIO

CASO BOSIO, LA FARNESINA LO SOSPENDE 8/4/14

MADEINITALY/RANAPLAZA, IL SENATO CHIEDE CONTO 4/4/14

CARO SINDACO TI SCRIVO. I DUBBI SULLA NUOVA MOSCHEA DI MILANO 17/2/14

AL VIA IL "SISTEMA PAESE IN MOVIMENTO" 17/11/13

LA GRANDE MUTAZIONE. AL VIA IL QUINTO SALONE DELL'EDITORIA SOCIALE 31/10/13

ALLA SAPIENZA ASPETTANDO IL 19 OTTOBRE 16/10/13

AMNESTY: DIRITTI AL CENTRO DEL DIBATTITO PARLAMENTARE, MA TRA VECCHI VIZI E TABÙ 27/9/13

MANCONI SUL GIALLO DEL CABLO SHALABAYEVA 21/7/13

ITALIA/KAZAKISTAN, ASPETTANDO ALMA 14/7/13

KAZAKISTAN, MARCIA INDIETRO DEL GOVERNO 13/7/13

ESPULSIONE O RENDITION? LA TRAMA OSCURA DIETRO LA STORIA DI ALMA 11/7/13

TUTTI I TIBETANI D'ITALIA 20/3/08

La manifestazione ieri a Roma organizzata da Il Riformista e Radio radicale

Giovedi' 20 Marzo 2008

“Quello che il Dalai Lama ci chiede è di non lasciarlo solo”. La voce roca, magro come un lama tibetano, Sergio D'Elia, il parlamentare radicale che ha partecipato alla marcia di Dharamsala per il Tibet, è è tornato ieri mattina dall'India. Appena in tempo per parlare alle commissioni esteri di Camera e Senato, riunite su sua richiesta ieri mattina, e appena in tempo per partecipare all'incontro “Siamo tutti tibetani”, promosso dal quotidiano Il Riformista e da Radio Radicale in piazza Campo de' fiori, a Roma.
All'ombra della statua di Giordano Bruno, accarezzati da un sole primaverile che comincia a scaldare, diverse centinaia di persone ascoltano gli interventi della “maratona oratoria – come spiega Antonio Polito direttore del Riformista – che ha l'obiettivo di fare pressione come opinione pubblica perché si sospenda la repressione e perché si avvii un dialogo tra Pechino e il Dalai Lama”. Dopo una rapida presentazione di Polito e del direttore di Radio radicale, Massimo Bordin, è proprio a D'Elia che arriva in mano il microfono. Poi si alternano in tanti. Tra i partecipanti ci sono rappresentanti del popolo tibetano, parlamentari, ministri, intellettuali e cittadini. C'è Emma Bonino, Gianni Alemanno, Marco Pannella, che digiuna da due settimane, Renato Brunetta, Barbara Pollastrini. Tante le adesioni che arrivano anche da chi – come Rosy Bindi - non è potuto venire. Tante le bandiere di diverso segno: tibetane soprattutto, ma anche dei sindacati, del partito radicale, della Sinistra Arcobaleno.
Emozione quando parla il lama Geshe Gedun Tharchin, monaco e rappresentante della comunità tibetana in Italia: «Ringrazio l'Italia per quanto sta facendo a sostegno della nostra lotta - ha affermato - sono contento di vedere stasera rappresentanti di tutte le forze politiche. Quanto sta accadendo nel mio Paese è il risultato di 50 anni di repressione cinese». Il monaco ha concluso il suo intervento affermando che i tibetani continueranno “la lotta per la libertà in Tibet e per la democrazia in Cina». Tocca invece al presidente dei tibetani in Italia, Thupten Tenzin, puntare l'indice: «L'Occidente ci ha abbandonato – dice - perché fa il commercio solo con la Cina e chiude gli occhi nei confronti della nostra popolazione che non ha mai condotto una politica violenta ma lotta per il riconoscimento dei diritti umani. La nostra è una protesta non violenta ma spontanea». Parole di apprezzamento arrivano invece nei confronti dell'intervento fatto oggi da Papa Ratzinger che ha auspicato il dialogo: «ben venga l'appello di Papa Ratzinger - sostiene Thupten Tenzin- un messaggio rivolto al regime cinese che al dialogo è sempre stato chiuso». (Em. Gio.)



Powered by Amisnet.org