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IL GUINNESS DELLE ARMI 4/5/10

LA LEGGENDA DEL SIGNORE DELLA GUERRA 7/3/08

Victor Bout arrestato in Thailandia. Il suo nome, nell'ambiente dei trafficanti d'armi, è una vera leggenda

Enzo Mangini

Venerdi' 7 Marzo 2008

La vita di Victor Bout, arrestato in Thailandia, ha ispirato il film
«Il signore della guerra» con Nicolas Cage. Ora, forse, la sua carriera
sembra essere giunta alla fine.
Sembra, perché Viktor Anatoljevic Bout, russo [o forse ucraino], nato
nell'odierno Tajikistan, 41 anni, non è nuovo a colpi di coda che gli
hanno consentito di sfuggire ad arresti e condanne.
Bout è stato arrestato giovedì, in un albergo di lusso in Thailandia,
dove, secondo le accuse stava trattando una partita di armi che sarebbe
stata destinata ai guerriglieri delle Forze armate rivoluzionarie
colombiane [Farc]. I suoi interlocutori, però, erano agenti della Cia.
Gli Stati uniti gli danno la caccia da molti anni, e tra il 2004 e il
2006 avevano deciso di congelare beni a lui riconducibili e di bloccare
la sua flotta di aerei privati, una cinquantina di velivoli della
compagnia Cess Air. Nel 2007, anche l'Onu aveva inserito le compagnie
riconducibili a Bout nella lista delle «pecore nere» da tenere sotto
embargo. Ora gli Usa chiedono alla Thailandia di estradare Bout. Il
governo di Bangkok, però, ha detto che prima di prendere in
considerazione richieste di estradizioni verso altri paesi, dovrà
valutare le accuse da muovere contro di lui.
Nel suo curriculum, Bout ha attraversato gran parte dei principali
conflitti del dopo-1989, con una particolare predilezione, come molti
trafficanti e mercenari, per le guerre africane. E' accusato, tra le
altre cose, di aver fornito armi a varie formazioni di ribelli [a anche
a qualche esercito regolare dalla pessima reputazione] in Sierra Leone,
Liberia e Angola. La sua base operativa, secondo alcune fonti, sarebbe
diventato il Kenya, dove Bout ha da qualche anno stabilito la sua
residenza. L'operazione della Cia, assieme alla Drug enforcement
administration, sarebbe stata in corso dal novembre del 2007 e, stando
alle dichiarazioni di Washington dopo l'arresto, sarebbe servita a
evitare che le Farc entrassero in possesso di sistemi missilistici
terra-aria e di sistemi anticarro, che sarebbero serviti per
contrastare le operazioni delle truppe speciali colombiane [addestrate
dagli Usa] impegnate nel contrasto alla guerriglia. I poliziotti
thailandesi hanno mostrato Bout in manette ai reporter, ma il russo,
formatosi alla scuola del Kgb [era maggiore dei servizi segreti] dei
primi anni novanta, non ha detto una parola. Proprio dai contatti
creati durante il crepuscolo dell'Unione sovietica, Bout avrebbe
edificato il suo impero: gli arsenali militari sovietici sono stati il
suo «magazzino scorte», gli aerei e gli elicotteri lasciati a marcire
negli anni delle vacche magre per il sistema militare russo, il suo
sistema di corrieri e consegne.
Amnesty International lo ha definito «uno dei più importanti uomini
d'affari del mondo», anche se i suoi affari non avevano nulla di pulito
e come uno dei responsabili delle più clamorose violazioni di embarghi
internazionali posti dall'Onu su paesi in guerra. Secondo alcunii
analisti, tra i suoi clienti ci sarebbero stati anche Charles Taylor,
l'ex presidente della Liberia, ma anche i ribelli della Repubblica
democratica del Congo, nonché addirittura i talebani e al Qaida,
durante gli anni novanta. Bout ha sempre negato di aver avuto contatti
con i talebani e con al Qaida e in una rara appairizione pubblica, il
28 febbraio 2002, in una radio moscovita, aveva detto che tutte le
accuse contro di lui erano infondate e frutto «della fantasia di
qualche sceneggiatore di Hollywood». Certo è che ogni suo soggiorno in
qualsiasi paese, destava la preoccupazione dei servizi segreti. Anche
di quelli italiani: secondo alcune ricostruzioni, infatti, l'Italia,
dove Bout è passato diverse volte dalla metà degli anni novanta in poi,
sarebbe servita come base logistica per forniture di armi destinate
alla Somalia e all'Eritrea.




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