Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


Presidio contro la guerra a Milano

VIGILIA DIFFICILE PER IL WARGAME DELLA NATO

A TRIESTE DIVISI DA UNA DATA, 1 MAGGIO O 12 GIUGNO?

21 OKTOOBAR, I MISTERI DI MOGADISCIO

CASO BOSIO, LA FARNESINA LO SOSPENDE 8/4/14

MADEINITALY/RANAPLAZA, IL SENATO CHIEDE CONTO 4/4/14

CARO SINDACO TI SCRIVO. I DUBBI SULLA NUOVA MOSCHEA DI MILANO 17/2/14

AL VIA IL "SISTEMA PAESE IN MOVIMENTO" 17/11/13

LA GRANDE MUTAZIONE. AL VIA IL QUINTO SALONE DELL'EDITORIA SOCIALE 31/10/13

ALLA SAPIENZA ASPETTANDO IL 19 OTTOBRE 16/10/13

AMNESTY: DIRITTI AL CENTRO DEL DIBATTITO PARLAMENTARE, MA TRA VECCHI VIZI E TABÙ 27/9/13

MANCONI SUL GIALLO DEL CABLO SHALABAYEVA 21/7/13

ITALIA/KAZAKISTAN, ASPETTANDO ALMA 14/7/13

KAZAKISTAN, MARCIA INDIETRO DEL GOVERNO 13/7/13

ESPULSIONE O RENDITION? LA TRAMA OSCURA DIETRO LA STORIA DI ALMA 11/7/13

ELEZIONI 2008 E CHIESA, L'IMPORTANTE E' ESSERCI 26/02/08

Nei sacri palazzi vaticani da un lato, e nella chiesa italiana dall'altro, la strategia dettata per la campagna elettorale è perfettamente coincidente: essere presenti, contare e influenzare tutte le formazioni politiche

Mimmo De Cillis

Martedi' 26 Febbraio 2008

La parola d'ordine è: esserci. Nei sacri palazzi vaticani da un lato, e nella chiesa italiana dall'altro, la strategia dettata per la campagna elettorale è perfettamente coincidente: essere presenti, contare e influenzare tutte le formazioni politiche. Nel neonato esperimento centrista come nel Pdl e nel Pd. Fra le due sponde del potere ecclesiastico romano, esiste ormai un ponte immaginario, o un iper frequentato canale sotterraneo che collega le stanze vaticane a quelle di via Aurelia (dove alberga la Cei). E se in passato erano possibili alcuni distinguo, oggi la presenza Oltretevere del segretario di stato Tarcisio Bertone, che ha avocato a sè i rapporti con la politica italiana, ha contribuito non poco a unificare le posizioni e creare un'unica, chiara linea politica per la chiesa e i fedeli cattolici di ogni realtà, movimento o estrazione.
Esserci, per l'appunto. La prima preoccupazione, condivisa dalla vecchia volpe del Cardinale Camillo Ruini, è l'incidenza e la significatività della presenza cattolica nei partiti vecchi e nuovi. Sparita la Dc, il quadro politico ha fatto sì che i credenti potessero disseminarsi un po' dappertutto. Con un pericolo - sparire - e un'opportunità, che oggi si ribadisce: crescere e influenzare dall'interno, scalare posizioni, mostrare la “trasversalità” delle battaglie cattoliche, quelle sui temi etici e sui valori cristiani. Insomma, uscire dal ghetto di un unico partito e far emergere un “pluralismo virtuoso” capace di incidere nelle scelte politiche di governo e nell'elaborazione legislativa, con il sostegno attivo della chiesa istituzionale - tornata a recitare di primo piano - e , perché no, degli “atei devoti” e dei teo-con, nuovi figli adottivi beneaccolti nell'ovile (perché in qualche modo potenti).
Nella campagna elettorale 2008 questa strategia è ormai ben delineata e sempre più avanti nella sua attuazione, secondo l'ispirazione del “Progetto culturale della chiesa italiana”, il cavallo di battaglia del cardinale Camillo Ruini, che mirava a un cattolicesimo “vivo e vitale” e chiedeva “una maggiore capacità di proposta e una più concreta incidenza della fede cristiana nell'Italia di oggi”.
Ecco allora la difesa a spada tratta della scelta di Casini, di conservare il simbolo scudo-crociato e tutelare un partito di tradizione cattolica. Ma certo senza scomunicare Berlusconi e il grande contenitore del Pdl, che accoglie i moderati del bel paese, e che tanto ha dato alla chiesa nei cinque anni di governo. Ecco la presenza dei “teodem” Binetti e Bobba nel Pd, a capo d una compagine che, sia pur minoritaria, conserva l’animo del cattolicesimo sociale nelle file del partito di Veltroni (e la scomunica di Famiglia Cristiana all’apparentamento con i radicali, ritenuti un ostacolo in questo processo). Ecco le simpatie per Ferrara, ma anche il dissenso verso una lista “tematica” (quella per l’aborto) che, al contrario del disegno dei cattolici “lievito dei partiti”, rischia di ghettizzare e circoscrivere una questione che la chiesa vuole resti interesse di tutti.
Ecco ritornare in auge il richiamo di Benedetto XVI che, a ottobre del 2006, parlando a Verona al IV Convegno nazionale della chiesa Italiana, esortò i cattolici a non ripiegarsi su se stessi, a mantenere vivo il loro dinamismo, ad “aprirsi con fiducia a nuovi rapporti”, a non trascurare le energie che possono contribuire “alla crescita culturale e morale dell’Italia”. L’obiettivo dichiarato è, dunque, tornare a innervare la politica italiana con la grande tradizione dell’antropologia cristiana (piuttosto che rinnovare una pretesa neoguelfa). Pronti a stringere patti, nel cinismo della realpolitik, con qualunque forza politica si appresti a governare.

L'articolo è uscito oggi anche su il manifesto



Powered by Amisnet.org