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IMMIGRATI, LO SFRUTTAMENTO IN NUMERI 31/01/08

Alloggi di fortuna, senza acqua né luce, dove è facile ammalarsi. Le condizioni degli stranieri impiegati in agricoltura nel rapporto di Medici Senza Frontiere.

G.C.

Giovedi' 31 Gennaio 2008
Dalla casa alle cure mediche. Le cifre sugli immigrati che lavorano nelle campagne del Meridione, contenute nel rapporto "Una stagione all'inferno" diffuso ieri da Medici Senza Frontiere, dipingono un quadro allarmante. Il 65% di loro vive in strutture abbandonate e il 10% in locali in affitto. Un altro 10% non ha trovato di meglio che rifugiarsi in tende o in campi di accoglienza, mentre il 5% dorme nelle strade o nelle piazze. Ben il 62% non dispone di servizi igienici, mentre il 64% non ha accesso all'acqua corrente ed è costretta a percorrere lunghe distanze per rifornirsi d'acqua. Quasi nella metà dei casi (44%), l'acqua è ricavata da tubi d'irrigazione e rubinetti esterni. Il 69% non dispone di luce elettrica e per l'illuminazione utilizza candele. Nel 92% dei casi, inoltre, gli alloggi sono privi di riscaldamento. Lo spazio vitale degli immigrati è ridotto al minimo. Le stanze sono sovraffollate, tanto che il 21% deve condividere il materasso con una o più persone e oltre la metà (53%) dorme per terra sopra un cartone o un materasso. In queste condizioni, molti immigrati si ammalano. Le patologie interessano ossa e muscoli (22%), pelle (15%), l'apparato respiratorio (13%), quello gastrointestinale (12%), il cavo orale (11%). Nel 10% dei casi, si sospetta infine una malattia infettiva.

Pubblicato oggi sul Manifesto



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