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ARMI: IL RAPPORTO SIPRI 2003 30/11/03

C'è un settore dell'economia che in realtà sta andando a gonfie vele e non conosce crisi: quello delle spese militari e del commercio delle armi.

Emanuele Giordana

Domenica 30 Novembre 2003
Nel 2002 il mondo ha conosciuto una pessima annata dal punto di vista economico-finanziario. Stanche e lente le locomotive americana, giapponese ed europea; col fiato corto le cosiddette economie emergenti; allo sbando i sistemi di interi paesi come Argentina o Bolivia. Ma c'è un settore dell'economia che in realtà sta andando a gonfie vele e non conosce crisi: quello delle spese militari e del commercio delle armi.
Le spese militari nel mondo, segnala il rapporto mondiale dell'Istituto internazionale per la pace di Stoccolma (Sipri), notevolmente accresciutosi a partire dalla caduta del Muro di Berlino nel 1998, ha registrato un'accelerazione del 6% nel 2002, con un volume d'affari di 794 miliardi di dollari. In sostanza si tratta del 2,5% del prodotto lordo mondiale come se ogni abitante della terra, donne e bambini compresi, vi avesse partecipato con 150 euro. Oggi spendiamo per la difesa (o l'attacco) molto di più che durante la Guerra fredda e la parte del leone spetta agli Stati Uniti d'America, responsabili di almeno 3/4 della crescita delle spese militari soprattutto a partire dalla strage delle Torri gemelle dell'11 settembre. Ma non ci sono solo gli Usa: i grandi clienti del mercato militare sono anche Giappone, Gran Bretagna, Francia e Cina. Usa, Gb, Francia e Russia sono anche grandi venditori di armi. Il commercio delle armi, stimato attorno a oltre venti miliardi di dollari, vede infatti tra i principali produttori i paesi del G8 e tra i maggiori acquirenti l'Asia.: la Cina ma anche India e Pakistan, paesi che sono stati sull'orlo di una guerra e che possiedono l'atomica.
Un argomento importante ha sempre un buon manuale di consultazione e, in fatto di armamenti, da diversi anni, c'è lo Yearbook del Sipri. Le informazioni che abbiamo sintetizzato sono state raccolte nell'Annuario 2003 dello Stockholm International Peace Institute, centro indipendente finanziato dal Parlamento svedese e nato nel 1966: la più autorevole fonte internazionale nel campo della ricerca e del monitoraggio del sistema degli armamenti. Il suo obiettivo è quello di rendere edotto il grande pubblico sul commercio delle armi, aiutare la prevenzione e la risoluzione dei conflitti armati, sostenere il principio di trasparenza in un settore così delicato. La 34ma edizione del Sipri Yearbook ( 847 pp, 75 euro, si può ordinare via Internet all'indirizzo www.sipri.se ) prende in esame, come abbiamo visto, il mondo delle armi ma anche quello delle guerre più o meno intense e diffuse.
Una parte importante del rapporto è infatti dedicata ai conflitti in corso: ve n'erano 21 principali nel 2002, con la magra consolazione che sono diminuiti rispetto all'anno precedente. Sei tra questi hanno totalizzato una media di mille morti all'anno e la maggior parte si registra in Asia (9) e in Africa (6). Nella maggior parte dei conflitti gli attori sono molteplici e il Sipri non manca di notare che un notevole impulso è stato fornito dalla guerra al terrorismo seguita all'11 settembre. Il dossier è molto critico nei confronti degli Stati Uniti, accusati di un preoccupante unilateralismo in un contesto dove manca forza alle istituzioni multilaterali. "La decisione degli Stati Uniti di difendere la sua posizione di unica superpotenza, anche arrivando a colpire per prima, se necessario, chi la minaccia, ha dominato negli ultimi 18 mesi - si legge - la percezione della sicurezza globale ". Il Sipri non manca inoltre di notare che l'unica vera controparte in grado di bilanciare la posizione americana, gli stati uniti d'Europa, se si trova in equilibrio sulla bilancia commerciale, è ancora molto distante sul piano militare, un fatto che non manca di preoccupare, non meno dei suoi nemici, gli stessi alleati degli Usa.
Per chi avesse fretta e non volesse guardarsi le 847 pagine dello Yearbook in versione completa, esiste anche un "Bignami" del dossier: 38 pagine (tra l'altro scaricabili da Internet gratuitamente sempre sul sito del SipriIl tascabile raccoglie una sintesi degli argomenti principali e dei dati salienti del rapporto annuale ed è di rapidissima consultazione.
Emanuele Giordana






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