Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


PALESTINA, AFFARI DI FAMIGLIA O AFFARI DEL MONDO? 22/9/11

SE GLI ARCHIVI PARLANO 19/9/11

SE GLI ARCHIVI PARLANO 19/9/11

TERRA E LIBERTA' 15/9/11

I FRUTTI DELLE RIVOLUZIONI: STRETTA DI MANO HAMAS-FATAH AL CAIRO 28-4-11

PALESTINE PAPERS. STORIA DI UNA CAPITOLAZIONE 24/1/11

"MA CHE CI STA SUCCEDENDO?". ISRAELE VISTA DAGLI ISRAELIANI 17/1/11

HUMOUR ALLA GEROSOLIMITANA 11/1/11

BIDEN E RAMAT SHLOMO 10/3/10

OXFAM, GAZA WEEKLY UPDATE 14/01/10

JERUSALEM BLUE 21/11/09

OBAMA, IL NOBEL E GLI ARABI 9/10/09

IL PRIMA E IL DOPO GAZA NELLE CONSTITUENCY DI HAMAS 6/10/09

GERUSALEMME, SEGNALI PERICOLOSI

LA ECO-SCUOLA DEGLI JAHALIN 31/08/09

NIENTE FUGA. UNA BOCCATA D'OSSIGENO 24/1/08

I palestinesi di Gaza vanno in Egitto, come se fosse l'ora d'aria. E poi rientrano a casa. Con le scorte per i prossimi giorni duri

Paola Caridi

Giovedi' 24 Gennaio 2008
Gerusalemme – Un muro di ferro arrugginito alto sei metri, piegato come un ventaglio. E centinaia di migliaia di persone che lo calpestano per uscire dall’assedio di Gaza. Almeno per qualche ora. Il blocco della Striscia, sigillata da Israele dal 17 gennaio, si è interrotto ieri all’alba, dopo che i miliziani palestinesi avevano fatto saltare almeno duecento metri del muro di ferro, eredità lasciata dagli israeliani per dividere Gaza dall’Egitto.
Diciassette esplosioni hanno rotto l’aria, forzando la mano ai politici. Il passaparola è stato immediato. Migliaia, poi decine di migliaia, sino almeno a duecentomila persone che da tutta la Striscia, lunga appena una quarantina di chilometri, sono arrivate con ogni mezzo a disposizione. A piedi, col carretto trainato da asini, col taxi pagato il doppio del normale, per comprare tutto il possibile. O anche solo per respirare un po’ di libertà al di là della frontiera.
Lungo quel passaggio, controllato con discrezione dagli uomini di Hamas che sono subito arrivati a supervisionare, è passato ieri di tutto. Cibo, medicinali, benzina, cemento, sedie di plastica, materassi, vestiti, scarpe, televisori, sigarette. Tutto ciò che era possibile acquistare, nel paesino di Rafah, lato egiziano. Dove i piccoli commercianti hanno esaurito merce e scorte, accettando tutte le monete possibili.
I poliziotti egiziani, che martedì avevano picchiato duramente le donne intenzionate a forzare il valico, ieri sono state fermi, ad assistere all’invasione pacifica e gioiosa di uomini, madri, intere famiglie. L’ordine è arrivato dritto dal Cairo, da Hosni Mubarak. “La gente stava morendo di fame”, ha detto all’inaugurazione della Fiera del Libro. Lasciateli andare a comprare cibo e medicinali, ha proseguito il rais egiziano, premuto anche all’interno del suo paese, dalle opposizioni e soprattutto dai Fratelli musulmani, per aiutare i palestinesi di Gaza.
È probabile che quella di Rafah sia solo un’apertura a tempo. Un giorno, massimo due giorni per consentire alla gente di Gaza di tirare il fiato, rifornirsi, ammassare scorte, e poi rientrare a casa per affrontare giorni duri. Perché Israele non ha intenzione di rompere il blocco dell’invio di carburante e cibo. Quella in corso al valico di Rafah, comunque, non è la fuga in massa dei palestinesi, ma solo una boccata d’ossigeno. Chi passa torna indietro. Chi era rimasto in Egitto nelle scorse settimane, bloccato dalla chiusura, è riuscito a rientrare a Gaza.
I politici arabi e palestinesi sono, comunque, già all’opera perché i confini sono diventati la priorità all’ordine del giorno. Hamas, attraverso il capo dell’ufficio politico, Khaled Meshaal, lancia l’offerta ai palestinesi di Ramallah e agli egiziani di controllare assieme Rafah. Senza influenza israeliana. Salam Fayyad, nel suo tour europeo, ha già chiesto che sia dato potere all’ANP di controllare i valichi. Israele, molto preoccupata, chiede in una nota ufficiale all’Egitto di risolvere il problema di Rafah, perché è l’unico a doverlo fare.
La comunità internazionale, intanto, si è arrovellata sul testo che il consiglio di sicurezza doveva votare. Accogliendo in parte le richieste israeliane, e mitigando il testo precedente. Fine delle violenze a Gaza e nel sud di Israele. Fine dei lanci dei razzi Qassam e fine delle violazioni delle leggi internazionali.

Leggi la cronaca anche sui giornali locali del gruppo Espresso-Repubblica



Powered by Amisnet.org