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NASCE ITALIA-IRAQ 20/11/03

Un'associazione oer capire meglio un paese alla deriva. E dargli una mano

E. G.

Giovedi' 20 Novembre 2003
Per adesso non c’è ancora una sede, finanziamenti o un sito internet per raccogliere le adesioni. Ma il progetto di un’associazione di amicizia Italia-Iraq poggia su gambe solide, che sono poi quelle dei suoi principali promotori.
Giovanni Franzoni spiega che l’idea “nasce da una necessità di chiarezza” in una situazione di grande confusione, dove resistenza va a braccetto con terrorismo. “Sull’Iraq siamo ignoranti e forse per capirlo dovremmo conoscerlo”, dice l’autore de “La terra è di Dio”. “Dovremmo conoscere meglio un paese che ha il diritto ad autodeterminarsi”. Ma ignorando com’è, si chiede, come si fa a capire la pluralità di soggetti che lo animano e che pure esprimono una resistenza all’invasione delle forze della coalizione? Gli fa eco il giurista Fabio Marcelli, spiegando che l’associazione vuole nascere anche come riaffermazione dei principi del diritto internazionale. Inequivocabilmente violati, dice Marcelli, da un’invasione che ha fatto stracci del diritto all’autodeterminazione e della Carta dell’Onu. Abdul Zahran Khalati, della Onlus irachena (con sede in Italia) Al Mustensseria, pensa che sia necessario spiegare agli italiani che è inutile continuare a nascondersi dietro Saddam e che non si può lasciare che l’Iraq vada verso una deriva di disperazione. Il senatore Raniero La Valle spiega che l’amicizia tra iracheni e italiani è antica e che già alla vigilia della prima guerra, c’era chi si faceva in quattro per evitare il conflitto. La presenza di Fabio Alberti di Un Ponte per e del giornalista palestinese Samir Al Qariouti, testimoniano infine che quest’associazione nasce col sostegno della società civile e che è seguita dai tanti mediorientali, non per forza iracheni, che vivono nel nostro paese.
Lo slogan dell’Associazione è semplice è facile. “L’Iraq agli iracheni”. Italia-Iraq vorrebbe che non restasse solo un pio desiderio.



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