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CEUTA,MELILLA E LO SCONTRO MADRID RABAT 6/11/07

La visita ufficiale di re Juan Carlos di Spagna a Ceuta, cittadina paradiso del contrabbando frontaliero, e Melilla (oggi) scatena un gran mal di pancia nell’establishement marocchino, subito sfociato nel richiamo dell’ambasciatore dal paese iberico

Nell'immagine lo stemma della casa reale spagnola

Ornella Tommasi

Martedi' 6 Novembre 2007

Tangeri - Solo un’ora di viaggio da qui a Ceuta, lungo una strada tutta curve, di straordinaria bellezza, che costeggia il Mediterraneo senza attraversarlo. Ma che, per un capriccio della geopolitica, finisce dritta a un posto di frontiera. E una frontiera intercontinentale per giunta. È il posto di confine con la Spagna, o meglio con la sua enclave diventata tristemente famosa per l’assalto dei subsahariani finito in tragedia solo due anni fa. Un confine col tempo trasformato in un avamposto difeso a colpi di infrarossi e telecamere della fortezza Europa.
È bastato l’annuncio della visita ufficiale di re Juan Carlos di Spagna in questa cittadina paradiso del contrabbando frontaliero, venerdì scorso, per scatenare un gran mal di pancia nell’establishement marocchino, subito sfociato nel richiamo dell’ambasciatore da Madrid. In effetti i reali di Spagna si erano tenuti lontani da Ceuta fin dal tempo della salita al trono di Juan Carlos, nel 1975, per questioni di buon vicinato con Rabat che a quel “pezzo” di Spagna nel suo corpo nordafricano non ha mai guardato con simpatia.
Eredità coloniale, sulla scia della storica “reconquista” da parte dei re cattolici sulle terre dei mori, Ceuta e Melilla (rispettivamente 74000 e 57000 abitanti) sono spagnole da almeno cinque secoli, dal 1580 la prima e dal 1496 la seconda, insediata molto più a est sulla costa mediterranea, quasi al confine con l’Algeria. Ma non per questo il Marocco ha mai rinunciato a considerarle frutto di un’appropriazione indebita. L’arrivo del primo ministro spagnolo Zapatero nel 2006, a cavallo dell’emergenza immigrazione clandestina, era stata complessivamente benaccetta in vista della collaborazione in materia di antiterrorismo e controllo delle frontiere, e da allora i rapporti tra i due paesi segnavano il bello fisso. Ma per questa visita reale si sono risfoderati toni accesi: mentre getta acqua il ministro degli esteri spagnolo, l’omologo marocchino Khalid Naciri usa gli aggettivi “inopportuna e inappropriata” e l’agenzia di stampa nazionale riporta con grande enfasi le notizie di manifestazioni di protesta a Tetuan e a Rabat, con slogan e striscioni inneggianti a “Ceuta, Melilla e il Sahara al Marocco!”.
L’allusione al Sahara non è tanto fuori tema, a un giorno dall’anniversario della Marcia Verde con cui Hassan II aveva lanciato la campagna per l’annessione del Sud e in presenza di un contenzioso, per usare un eufemismo, col popolo saharawi che si trascina da decenni e non è mai sfociato nel referendum auspicato dall’Onu. Il progetto di autonomia presentato in primavera dal re Mohamed VI non ha finora prodotto sensibili progressi nella questione.
In compenso ha ottenuto l’appoggio della Francia nella persona del presidente Sarkozy e in questo può forse essere cercata la chiave d’interpretazione dell’improvviso gelo tra il Marocco e i vicini spagnoli. Retroscena una visita di stato che solo due settimane fa porta Sarkozy tra Marrakesh e Tangeri dove non solo si ribadiscono legami di generica e solida amicizia e appoggio alla posizione di Rabat anche sul Sahara occidentale, ma si firmano ben più concreti accordi commerciali per cui la francese Alstom si aggiudica la costruzione di una linea di Tgv, treni ad alta velocità, tra Tangeri e Marrakesh, a parziale risarcimento del mancato acquisto degli aerei da combattimento Rafale che invece sono gli americani ad aggiudicarsi.
Un punto segnato dalla Francia nella competizione con Madrid, che pure guarda al Marocco come un interlocutore privilegiato e che vede tuttavia nell’ampliamento del nuovo porto TangerMed, già raddoppiato rispetto al progetto iniziale, un concorrente sempre più pericoloso col porto di Algeciras, sulla sponda europea dello stretto. Sullo sfondo il grande progetto euromediterraneo, che creerà un corridoio di comunicazione tra i due continenti e nell’ambito del quale si ricomincia a parlare anche del vagheggiato tunnel sottomarino tra Europa e Africa. Nei colossali interessi commerciali che si profilano all’orizzonte, qualche sgarbo tra Pargi e Madrid potrebbe passare anche per il Marocco, anche se un legame diretto tra Sarkozy a Tangeri e Juan Carlos a Ceuta è ancora tutto da dimostrare.
Dopo Ceuta, oggi il re visiterà Melilla.



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