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UN RINVIO PER IL FUNERALE DI BIANZINO 3/11/07

Un "eccesso di zelo" per fare le cose senza fretta in un caso ancora circondato da misteri e difficoltà procedurali. Le esequie tra una settimana. Lunedi confronto tra una guardia carceraria e alcuni detenuti

Aldo Bianzino in un'immagine dell'album di famiglia

Emanuele Giordana

Sabato 3 Novembre 2007

Il funerale di Aldo Bianzino era stato fissato per oggi pomeriggio alle 16, nella chiesa della Madonna dei rimedi a due chilometri dal comune di Pietralunga, luogo di residenza del falegname ucciso nel carcere di Perugia venti giorni fa. Ma le esequie, così attese dalla famiglia di Aldo, dai suoi tre figli Elia, Aruna Prem e Rudra, dai parenti e dagli amici, all'ultimo momento è saltato e ha subito un ennesimo rinvio. Così almeno dopo le pressioni del legale di Roberta Radici, che fu portata con Aldo al carcere di Capanne la sera del 12 ottobre. L'avvocato Massimo Zaganelli ha infatti inviato alla procura di Perugia un' istanza propositiva, così si chiama in gergo, per “ulteriori esigenze di accertamento”, come ci spiega al telefono. E la famiglia, anche se a prezzo di un ennesimo dolore, si è detta d’accordo.
Pessima notizia per la comunità di amici di Aldo che da venti giorni attendono il suo corpo. Soprattutto per i suoi figli, uno dei quali minorenne, che stanno seguendo con ansia la vicenda orribile di cui il padre è stato indifeso protagonista. Il funerale chiuderebbe infatti almeno un primo doloroso capitolo. Ma secondo una lettura fredda dei fatti forse il cimitero può ancora aspettare. Nel momento in cui il corpo di Aldo fosse interrato ci sarebbe infatti almeno un mese di tempo per un'eventuale riesumazione ma, posto che sarebbe un'ennesima tortura per il suo corpo fisico e la famiglia, futuri rilievi - così ha spiegato più di un patologo a Zaganelli - potrebbero essere messi in dubbio. E se dubbi non ce ne sono sul fatto che esteriormente il corpo di Aldo non portava segni o ematomi (e resta dunque tutta da accertare la dinamica della sua oscura morte) i dubbi potrebbero riguardare i traumi interni. Le famose “due costole” fratturate - poi diventate una sola nella ridda di voci e indiscrezioni – che addirittura deriverebbero da un massaggio cardiaco...per rianimarlo. Aldo è stato visitato dal medico legale scelto dalla procura e da quello nominato dalla prima moglie ma non da un altro perito di parte indicato da Zaganelli. Ecco perché la richiesta di rinvio. Un eccesso di zelo forse che l'avvocato non ha difficoltà ad ammettere ma che un suo senso, stando al legale, ce l'ha. Anche gli altri avvocati si sono detti d’accordo.
Un senso ce l'ha anche perché il nulla osta per il rilascio del cadavere arriva in un periodo festivo e dunque in condizioni difficili per poter organizzare una nuova perizia forse necessaria in questa vicenda dai contorni molto confusi e che ieri si è arricchita di un nuovo antipatico particolare.
La procura ha infatti ordinato per lunedi al carcere di Capanne un “incidente probatorio”, un atto che, nel caso specifico, riguarda il confronto tra una guardia carceraria indagata per omissione di soccorso e alcuni detenuti che avrebbero sentito Aldo lamentarsi la domenica mattina prima che se ne constatasse il decesso. Il fatto piuttosto incredibile è che, al confronto, i legali dell'ex moglie di Aldo, Gioia, e di Roberta Radici, non erano stati invitati. La cosa si è risolta dopo un colloquio in procura e le convocazioni dovrebbero giungere stamani agli avvocati che così presenzieranno all'incontro di lunedi. Incontro sostanziale e ovviamente legato, seppur indirettamente, con la morte di Aldo per mano di ignoti.
Intanto i rilievi autoptici su alcune parti interne del suo corpo, la materia cerebrale segnatamente, sono ancora in corso e richiederanno tempo. Un tempo lungo e foriero di altro dolore soprattutto per i suoi figli. Con uno di loro, Elia, abbiamo parlato. Ha un bellissimo ricordo del padre e sia lui che Aruna Prem hanno un ottimo rapporto col piccolo Rudra. I loro genitori si preoccupano giustamente della sofferenza di questi ragazzi. E' il motivo per cui, prima dei funerali, rinviati di una settimana, hanno fatto sapere di non volere né fotoreporter né telecamere.
Aldo Bianzino, arrestato per la coltivazione di diverse piante di marijuana, entrò nel carcere di Perugia la sera di venerdi 12 ottobre e al sabato incontrò il legale d'ufficio nominato dalla procura. Ma la mattina della domenica il suo corpo inanimato, con la testa riversa sul letto della cella dalla parte dei piedi, fu notato da un inserviente. E qui si aprono i misteri. Sull'ora e la dinamica della sua morte e soprattutto sulla mano che lo uccise.

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