Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


GLI ISLAMISTI BLOCCANO ISLAMABAD

Occhio per occhio, stupro per stupro

Edhi, il benefattore privato con un occhio alla cosa pubblica

PUGNO DI FERRO DOPO LAHORE

PAKISTAN, STRAGE A PASQUA

NUOVA STRAGE A SCUOLA IN PAKISTAN

IL GRANDE GIOCO IN PAKISTAN

LA GUERRA INFINITA DI PAKISTAN E AFGHANISTAN

Seymour Hersh e la morte di bin Laden

Giustizia per Malala ma non per tutti

L'"ERRORE" CHE HA UCCISO GIOVANNI LO PORTO

PESHAWAR, IL GIORNO DOPO

PESHAWAR, CRONACA DI UN MASSACRO

STRAGE DI WAGAH, NUOVI GRUPPI VECCHIE STRATEGIE 3/11/14

DOMENICA DI SANGUE A KARACHI 10/6/14

BAGNO DI SANGUE IN WAZIRISTAN 10/10/07

Quattro giorni di combattimenti, bombardamenti, artiglieri. Oltre trecento morti e la gente in fuga nell'agenzia delle aree tribali pachistane, santuario dei neo talebani

Theo Guzman

Mercoledi' 10 Ottobre 2007

Dopo almeno quattro giorni di combattimenti consecutivi la situazione nel Waziristan del Nord, una delle sette agenzie delle Federally Administered Tribal Areas, le aree tribali pachistane che si trovano lungo il confine con l'Afghanistan, resta tragica quanto incerta. L'unica certezza è che si tratta di un massacro.
Secondo fonti di stampa locale un cessate il fuco sarebbe stato raggiunto grazie all'intervento della locale Jirga, l'autorità assembleare tribale composta dai capi tribù, ma secondo altre fonti i militari pachistani, impegnati contro gli irregolari locali, avrebbero rifiutato l'offerta e i combattimenti sarebbero ancora in corso. Altrettanto incerto il bilancio delle vittime mentre centinaia di persone sono in fuga dalla zona di Mir Ali, Baro Khail, Maski, Esau Khail, Khushali e Hyder Khail. La battaglia tra neotalebani locali e qaedisti che si stanno scontrando con l'esercito regolare di Islamabad avrebbe contagiato anche il capoluogo Miran Shah, dove sarebbero stati attaccati avamposti militari regolari. Secondo il quotidiano online Pak Tribune, con l'uccisione ieri di una cinquantina di “miscredenti” (un termine bizzarro per degli ultra ortodossi islamici) il bilancio degli incidenti nell'agenzia tribale – noto santuario delle milizie della fede - sarebbe di circa 254 persone di cui 200 guerriglieri e una cinquantina di militari. Poco si sa invece sul numero effettivo di civili uccisi anche se la stampa pachistana ha citato un'intera famiglia di 12 persone sterminata e almeno altri 50 residenti. Ma il conteggio dei morti potrebbe essere molto più elevato dal momento che i feriti avrebbero superato il centinaio e con molta probabilità i corpi delle vittime non sempre vengono scoperti – molti sono sotto le macerie delle case - e portati al sicuro. L' Associated Press riferisce di testimonianze di waziri che hanno perduto parenti sotto le bombe o di testimoni oculari che hanno raccontato ai cronisti che, nel solo villaggio di Epi, case e negozi della cittadina sono andati in pezzi e vi sarebbero decine di vittime molte delle quali senza la testa o altre parti del corpo. Diversi residenti stanno cercando i figli o le mogli, in fuga o rimasti sotto le macerie. Un inferno che ha i connotati del massacro e su cui le uniche fonti – per i giornalisti la zona è off limits - sono militari con qualche spezzone di testimonianza oculare raccolto dalle agenzie di stampa. Un massacro che, a quanto pare di capire, è ancora in corso.
Tutto comincia sabato scorso quando un agguato a un convoglio delle forze di sicurezza uccide tre soldati mentre alcune decine di militari risultano dispersi. In Waziristan attentati e cecchinaggi non sono una novità ma questa volta le cose sono diverse: il contesto è quello della controversa rielezione di Musharraf a presidente, la nomina del suo futuro sostituto alla testa delle forze armate (il generale Ashfaq Pervez Kiani, ex uomo dell'intelligence), la vigilia delle elezioni parlamentari: il tutto condito da un incidente nel quale è rimasto coinvolto lunedi un elicottero della scorta del presidente, precipitato nel Nordest. Inoltre Musharraf è sotto pressione americana: deve fare di più. Domenica scatta così la rappresaglia e la guerra che si scatena è senza precedenti: partono gli elicotteri da combattimento e i caccia. Come sempre in questi casi difficile sapere fino a quale profondità. La battaglia aerea, accompagnata da scaramucce di terra, si alimenta poi del fuoco dei mortai. Spara la guerriglia? Spara l'esercito? Il drammatico risultato della case distrutte è l'unica certezza visibile.
Intanto le informazioni e le notizie si inseguono e, come spesso accade nei bollettini militari, si contraddicono. Il bilancio dei funzionari in divisa sul campo contrasta con quello dell'Inter-Services Public Relations (Ispr), servizio stampa delle forze armate, che tende a ridimensionati soprattutto il numero dei soldati uccisi. I loro corpi senza vita però, ritrovati in diverse località, mettono fuor d'ogni dubbio come anche gli uomini di Musharraf siano in seria difficoltà. Impossibile trovare conferme sulla tregua o semplicemente su una rarefazione dei combattimenti, mentre la gente continua a fuggire il teatro militare in quella che appare la più sanguinosa battaglia campale dall'inizio delle operazioni dell'esercito pachistano nell'area tribale dopo la cacciata dei talebani dall'Afghanistan del 2001, cui era poi seguito un cessate-il-fuoco saltato nel luglio scorso

Anche su il manifesto



Powered by Amisnet.org