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FUOCO SUI REPORTER. ANDY CERCA ANCORA VERITÀ.

SUL FRONTE IN UCRAINA, ASPETTANDO L'OFFENSIVA DEI RUSSI 19/6/2015

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BASE RUSSA IN UCRAINA, CAOS ALLA RADA

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L'Ucraina col fiato sospeso fino all'ultimo. E con la prospettiva di una destabilizzazione prolungata, più drammatica di quella che voleva lasciarsi alle spalle. è lo scenario prospettatosi ieri sera all'indomani del voto anticipato a Kiev che avrebbe dovuto riportare stabilità al paese

Lucia Sgueglia

Martedi' 2 Ottobre 2007
L'Ucraina col fiato sospeso fino all'ultimo. E con la prospettiva di una destabilizzazione prolungata, più drammatica di quella che voleva lasciarsi alle spalle. All'indomani delle elezioni parlamentari anticipate, convocate per domenica 30 settembre dal presidente Yushchenko per metter fine a una crisi politica triennale, che a maggio ha portato il paese sull'orlo del golpe, ieri è stato il giorno dell'incertezza. Da mattina a notte il paese ha seguito in diretta l'altalenarsi degli exit poll tra conferme e smentite: vittoria arancione o filorussa? In serata, a scrutinio incompleto, i pronostici danno un risultato sul filo di lana per i due grandi favoriti, entrambi intorno al 32 %: il Blocco di Yulia Tymoshenko, ex pasionaria della rivoluzione arancione, e il Partito delle Regioni dell'ex premier filorusso Viktor Yanukovich. Testa a testa per un pugno di voti. Più magro, come da previsioni, il bottino di Nostra Ucraina, forza guidata dal presidente arancione piuttosto indebolito. Yulia corre in tv sorridente ad annunciare che stringerà una coalizione con Yushchenko, alleato d'oro della rivoluzione del 2004, e il governo sarà loro. Non dimenticano, entrambi, la bruciante sconfitta del marzo 2006, quando proprio la divisione del fronte arancione li portò alla disfatta, reagalando la vittoria agli odiati avversari. Ma in serata i filorussi rimontano, e il vantaggio di Yulia e Viktor il giovane si riduce a un unico seggio. Allora la palla passa ai piccoli: a superare la soglia del 3% sono stati, secondo risultati provvisori, socialisti, comunisti e il blocco di centro di Volodimir Litvin. Anche loro sul filo del rasoio. Saranno di nuovo loro a decidere il futuro dell'Ucraina, e c'è da giurare che si scatenerà il mercato dei voti, con prezzi altissimi. Lontana appare la soluzione della crisi. Qualcuno ventila l'ipotesi di una Grosse Koalition. Ma Yushchenko e Yanukovich ci provarono nel 2006 con pessimi esiti, e Yulia è fermamente contraria. E poi Yanukovich non ci sta: la vittoria – dice - è sua, annunciando di essere “pronto a governare”.
È l'epilogo di un'aspra campagna elettorale, che ha visto i due schieramenti arrivare fino all'insulto: venerdi il leader del Partito delle regioni aveva dato della 'vacca' alla bella Yulia. Che ha replicato avvicinando Viktor l'anziano al Padrino don Corleone. Ma da parte degli elettori (a votare è andato il 62%) c'è grande apatia, risultato della delusione per una rivoluzione ampiamente fallita. Il paese però cresce: l'economia nell'ultimo anno ha guadagnato il 7 per cento in più. A monitorare il voto, anche centinaia di osservatori dell'Osce, che ne hanno giudicato abbastanza corretto lo svolgimento. Anche se da entrambi i contendenti sono partite accuse di brogli all'indirizzo degli avversari. L'Europa, che nel 2004 si pronunciò a favore dei rivoluzionari, oggi si limita a lodare la responsabilità del popolo ucraino. Dimenticandone la pazienza. Mosca invece, che in quel lontano dicembre arancione fece l'errore di schierarsi con i perdenti, da mesi tiene prudentemente la bocca cucita. La situazione resta tesa.

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