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GAZA "ENTITA' OSTILE", DECRETA ISRAELE

La decisione presa a poche ore dall'arrivo a Gerusalemme di Condoleezza Rice

Paola Caridi

Giovedi' 20 Settembre 2007
GERUSALEMME – Gaza è una “entità ostile” e – come tale – contro la Striscia e contro il governo di Hamas verranno prese le misure necessarie. Cioè il taglio, per ora parziale, dei rifornimenti di elettricità e carburante. Israele decide il pugno duro contro quella parte di territorio palestinese controllato, dal giugno scorso, da Hamas, che è una “organizzazione terroristica” e dunque ostile. L’obiettivo, dichiarato, è quello proprio di indebolire il movimento islamista cercando di rompere il consenso popolare. Il risultato più probabile, stigmatizzato peraltro dal presidente dell’Autorità Nazionale Mahmoud Abbas, è quello della “punizione collettiva” di un milione e mezzo di abitanti della Striscia, già da anni costretti a vivere in condizioni estremamente precarie, al limite della crisi umanitaria.
Israele ha così deciso di rispondere con uno strumento di pressione politica al lancio dei razzi Qassam su Sderot e sulle cittadine del Negev. Escludendo, almeno per il momento, un’operazione militare terrestre in grande stile per fermare i razzi artigianali sparati dalle fazioni armate. Il taglio dei rifornimenti, da quale viene esclusa per il momento la sospensione dell’erogazione dell’acqua potabile, è giunto però in uno dei momenti più delicati per le trattative in corso sulla conferenza di pace di Washington.
Condoleezza Rice, attesa a Gerusalemme nel primissimo pomeriggio, non era ancora arrivata ieri quando il gabinetto di sicurezza ha varato le misure di ritorsione contro Hamas. E si è trovata nel dossier dei colloqui bilaterali una decisione, quella di considerare Gaza una “entità ostile”, che non può non pesare sugli incontri di stamattina tra il segretario di stato americano e Mahmoud Abbas. Soprattutto perché anche gli Stati Uniti, da ieri, considerano Gaza una “entità ostile”, allineandosi alla posizione israeliana.
Gli ostacoli sul cammino della conferenza di pace, comunque, non sono sorti solo nelle ultime 48 ore. Già alla vigilia dell’arrivo della Rice in Medio Oriente, i palestinesi avevano espresso tutti i loro dubbi, chiedendo anche il rinvio della riunione di Washington. Gli occhi, dunque, sono puntati sulle prossime mosse tra Israele, che non ha ancora deciso se e quando iniziare il taglio dei rifornimenti a Gaza, e Hamas, che considera la decisione una vera e propria “dichiarazione di guerra”, presa – ha detto il portavoce Fawzi Barhoum – per forzare i palestinesi ad “accettare formule umilianti che potrebbero emergere dalla conferenza” di Washington.

Leggi la cronaca sui giornali locali del gruppo Espresso-Repubblica



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