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MAXI COMMESSA TURCA PER AGUSTAWESTLAND 13/9/07

Si tratta di una fornitura all’esercito di Ankara di 51 elicotteri A129

L'immagine è tratta dal sito di AgustaWestland

Luciano Bertozzi

Giovedi' 13 Settembre 2007

AgustaWestland (gruppo Finmeccanica) ha ottenuto una maxicommessa dalla Turchia, per la fornitura all’esercito di Ankara di 51 elicotteri A129. Il valore del contratto è pari a 1,2 miliardi di euro. La commessa segue quella del marzo scorso per la coproduzione, nell’arco di 12 anni, di trenta elicotteri da combattimento e l’opzione per altri venti velivoli, un affare da 2,7 miliardi di dollari.
In tutte e due le commesse la produzione sarà realizzata mediante una joint-venture italo-turca fra l’AgustaWestland e la Turkish Aviation Industry (Tai). Le industrie turche saranno coinvolte ampiamente nella realizzazione degli elicotteri, che interesserà le principali aziende aerospaziali turche ed in particolare Tai e Aselan. In questo modo sarà ancora più difficile controllare la proliferazione degli armamenti. ”La scelta degli elicotteri AgustaWestland – ha commentato il Presidente ed amministratore delegato di Finmeccanica, Guarguaglini - da parte della Turchia conferma l’elevata competitività dei nostri prodotti e le ottime relazioni industriali che esistono fra Italia e Turchia, Paese nel quale Finmeccanica è presente da molti anni in diversi settori” Mentre l’amministratore della società italiana, Orsi ha affermato che l’AgustaWestland si pone “come interlocutore privilegiato per il Paese e le aree limitrofe”. Se consideriamo che si tratta di un’area che assomiglia molto ad una polveriera l’affermazione è poco rassicurante.
Inutile dire che i mercati finanziari hanno reagito positivamente alla notizia del contratto e che il titolo Finmeccanica ha avuto un rialzo alla Borsa di Milano.
La Turchia continua ad essere uno sbocco importante per le esportazioni dell’industria delle armi “made in Italy”. I dati ufficiali diffusi in primavera dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri hanno evidenziato che sono stati autorizzati dal Governo nuovi contratti per 18 milioni di euro.
Non bisogna lasciarsi prendere dal trionfalismo. La legge 185 che disciplina il commercio di armi vieta tali esportazioni verso i Paesi belligeranti o i cui Governi siano responsabili di accertate violazioni delle convenzioni internazionali sui diritti umani. Ankara proprio perché ancora lontana dagli standard europei sul rispetto delle libertà fondamentali stenta ad iniziare il percorso per entrare nell’Unione Europea. Anche se la situazione è migliorata rispetto al passato le continue denunce di Amnesty International documentano l’uso della tortura, nonostante l’annunciata volontà del Governo di applicare una “tolleranza zero” a queste aberranti pratiche; l’assenza di giustizia per le vittime di torture e delle uccisioni da parte delle forze di sicurezza; la repressione della libertà di espressione di cui è stato vittima anche il recente premio Nobel per la letteratura, Pamuk. Inoltre, l’associazione con sede a Londra sottolinea i pericoli della legge antiterrorismo che rischia di ridurre la libertà di espressione. Amnesty ricorda anche che la Corte europea dei diritti umani ha ritenuto la Turchia responsabile di violazioni dei suoi obblighi sul diritto alla vita,alla libertà dalla tortura, ad un processo equo, alla libertà e sicurezza, alla libertà di espressione, a un rimedio giudiziario effettivo ed alla protezione della proprietà.
Non va dimenticato poi che esiste,sia pure in maniera inferiore rispetto al passato, una situazione di guerra a bassa intensità con i guerriglieri del PKK. L’esercito ha ammassato alla frontiera con l’Iraq decine di migliaia di uomini pronti ad invadere il Kurdistan iracheno per eliminare i rifugi del PKK e gli Stati Uniti stanno facendo una gran fatica per fermare i generali turchi, per evitare la guerra anche in una delle poche zone relativamente tranquille dell’Iraq.
Ad ogni modo si pone un problema politico più generale, Finmeccanica ha quale azionista di riferimento il Ministero dell’economia, ma fino ad ora ha goduto della massima libertà di movimento. E’sufficiente leggere la lista dei principali acquirenti dell’industria della difesa, contenuta nei dati ufficiali di Palazzo Chigi per vedere che la legge 185 di fatto è calpestata. Fra i principali clienti vi sono USA e Regno Unito due Paesi belligeranti, inoltre armi sono state vendute nel 2006 anche ad India e Pakistan due potenze nucleari non dichiarate, ad Israele e Colombia. Pochi mesi fa Finmeccanica ha ottenuto un’altra importante commessa proprio negli Stati Uniti, per la fornitura di aerei da trasporto C 27J, del valore di diversi miliardi di dollari. E’ dei giorni scorsi la notizia che a seguito della richiesta del General Accounting Office, una sorta di Corte dei Conti di Washington, dovrebbe riaprirsi la gara per la fornitura di 141 elicotteri del valore di 15 miliardi di dollari, aggiudicata alla Boeing, con la possibilità per Finmeccanica di rientrare in gara.




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