Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


Presidio contro la guerra a Milano

VIGILIA DIFFICILE PER IL WARGAME DELLA NATO

A TRIESTE DIVISI DA UNA DATA, 1 MAGGIO O 12 GIUGNO?

21 OKTOOBAR, I MISTERI DI MOGADISCIO

CASO BOSIO, LA FARNESINA LO SOSPENDE 8/4/14

MADEINITALY/RANAPLAZA, IL SENATO CHIEDE CONTO 4/4/14

CARO SINDACO TI SCRIVO. I DUBBI SULLA NUOVA MOSCHEA DI MILANO 17/2/14

AL VIA IL "SISTEMA PAESE IN MOVIMENTO" 17/11/13

LA GRANDE MUTAZIONE. AL VIA IL QUINTO SALONE DELL'EDITORIA SOCIALE 31/10/13

ALLA SAPIENZA ASPETTANDO IL 19 OTTOBRE 16/10/13

AMNESTY: DIRITTI AL CENTRO DEL DIBATTITO PARLAMENTARE, MA TRA VECCHI VIZI E TABÙ 27/9/13

MANCONI SUL GIALLO DEL CABLO SHALABAYEVA 21/7/13

ITALIA/KAZAKISTAN, ASPETTANDO ALMA 14/7/13

KAZAKISTAN, MARCIA INDIETRO DEL GOVERNO 13/7/13

ESPULSIONE O RENDITION? LA TRAMA OSCURA DIETRO LA STORIA DI ALMA 11/7/13

TREVISO, "TOLLERANZA DOPPIO ZERO VERSO I WRITER" 07/09/07

Mentre il vice-sindaco Gentilini promette 1,500 euro a chi denuncia un graffitaro, da Bologna e Firenze i sindaci chiedono poteri di polizia giudiziaria. Immediata la protesta del ministro alla Solidarietà Sociale Paolo Ferrero

TG

Venerdi' 7 Settembre 2007

Un premio per chi denuncia un graffitaro. È la promessa del vice-sindaco di Treviso Giancarlo Gentilini che ieri ha annunciato ai microfoni di Radio3Mondo la sua proposta per debellare il problema di scritte e disegni sui muri cittadini: una ricompensa di 1,500 euro per chiunque sia in grado di dare un nome e un cognome ai disegnatori metropolitani. E per i writers della città veneta si prepara un autunno caldo perché “nei loro confronti ho tolleranza doppio zero” rincara il vice-sindaco elevando al quadrato il dibattito che da giorni tiene banco sulla cosiddetta tolleranza zero nelle città. Nel caso specifico al di là dell’immagine di cittadini solerti appostati dietro le tapparelle appena socchiuse nella speranza di racimolare in una sola notte quanto molti guadagnano in un mese, rimane il nocciolo della convivenza o della sicurezza nelle piccole e grandi città. All’iniziativa di Gentilini risponde il sindaco di Brescia, Paolo Corsini, abbassando i toni della discussione e rifiutando la linea dura del suo collega, “perché contrasta con i miei principi ma anche perché sono provvedimenti che mancano di efficacia”. A Brescia, per esempio, si è tentato di mettere a disposizione alcuni spazi pubblici per i writers, senza in verità ottenere molti risultati, assicura Corsini, che non disdegnerebbe una sanzione che obblighi i trasgressori al recupero diretto dei beni danneggiati. Quale che sia la soluzione, dopo l’ordinanza fiorentina di fine agosto sui lavavetri (che prevede una denuncia con pene fino a tre mesi di arresto o, in alternativa, una multa di 206 euro) il dibattito sulla sicurezza ha evidentemente toccato un nervo scoperto a giudicare dalle proposte che arrivano da tutta Italia. Non ultima quella del primo cittadino di Bologna, Sergio Cofferati che vorrebbe assegnare a sindaci e polizia municipale alcune funzioni di polizia giudiziaria. Lo ha annunciato ieri nel corso di un forum sui temi di degrado nelle città a cui ha partecipato anche il sindaco di Firenze e presidente dell’Anci, Leonardo Domenici. “Parlo però di pochissimi compiti, definiti con molta precisione per non modificare il ruolo dei sindaci” ha precisato Cofferati. “In casi limitati- ha rincarato Domenici – è giusto che i sindaci ricorrano a provvedimenti per allontanare alcune presenze indesiderate”. E mentre proprio a Firenze, su proposta dell’assessore Silvano Gori, si parla di regolarizzare il lavoro dei lavavetri, restringendolo in aree specifiche e sotto previa autorizzazione (una sorta di equiparazione agli artisti di strada, con diritto a una postazione fissa che non sia agli incroci stradali), da Roma arriva la prima bocciatura al progetto Cofferati. Assolutamente contrario il ministro per la Solidarietà Sociale Paolo Ferrero: “Il controllo dell’ordine pubblico - sottolinea il ministro - è una prerogativa dello Stato nazionale e credo sia bene che rimanga tale. Se dipendesse da chi viene eletto per amministrare una città si rischierebbe un utilizzo a fini propagandistici o elettorali”. E non ultimo rimane il timore, ricorda Ferrero, che un provvedimento simile finisca per imitare un modello di gestione dell’ordine pubblico tipico delle città americane, “che ha avuto un ruolo determinante nel mantenere il razzismo nel sud degli Stati Uniti”.




Powered by Amisnet.org