Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


Fernando Cardenal, il “crociato” dell'alfabetizzazione

ADDIO A GIOVANNI CUONO

UN SALUTO A NIAZI 5/7/13

IL LUNGO CAMMINO DI SAVERIO TUTINO 28/11/11

IL VIAGGIATORE CHE DIFENDEVA LA GEOGRAFIA 31/8/11

DEDICATO AD ALFREDO 16/3/09

RICORDO DI GIULIANA MALPEZZI 5/11/08

GIULIANA E L'ANIMA DELL'ASIA 18/8/08

CIAO ROCCO 19/7/08

IN MORTE DEL PADRE DEL DOI MOI 11/7/08

RICORDO DI SERGIO NOJA NOSEDA 4/2/08

I SEGRETI DELLA SUHARTO INC. NELLA TOMBA DELL'AUTOCRATE 29/1/08

ADDIO A SANTE SPADAVECCHIA 15/9/07

ADDIO A ODA MAKOTO,L'INTELLETTUALE CHE SCENDEVA IN PIAZZA 31/8/2007

E' MORTO FRANCO CARLINI 30/8/07

ADDIO A ODA MAKOTO,L'INTELLETTUALE CHE SCENDEVA IN PIAZZA 31/8/2007

In Giappone era l'intellettuale impegnato per eccellenza, dal Vietnam alla difesa della costituzione pacifista, Oda ha guidato molte battaglie e fatto sognare generazioni. Se n'è andato un mese fa.

Junko Terao

Venerdi' 31 Agosto 2007
Dal letto d’ospedale dove attendeva la fine ormai vicina, era tornato a tuonare accuse contro il governo ultranazionalista che si preparava al voto del 29 luglio. Succedeva poche settimane fa. L’esito era già scritto ma Oda Makoto, prolifico scrittore e paladino del pacifismo giapponese fin dai tempi della guerra in Vietnam, non è riuscito a godersi la disfatta di Shinzo Abe, il falco che minaccia la costituzione. Se n’è andato poche ore prima la fine dello spoglio. Quella per difendere l’articolo 9 della carta nipponica, con cui il Giappone nel ’46 ha rinunciato per sempre alla guerra, è stata solo l’ultima di una lunga serie di battaglie su cui Oda ha costruito la sua vita e la sua carriera di scrittore. Dal movimento Beheiren contro l’intervento americano in Vietnam, all’Associazione Articolo 9 fondata insieme al nobel Ōe Kenzaburō, passando per le manifestazioni contro le missioni Usa in Afghanistan e in Iraq appoggiate dal governo giapponese. Le occasioni per scendere in piazza a Oda non sono mancate. Un attivismo non comune tra gli intellettuali del Sol Levante, che gli è valso un posto nella lista delle “persone non gradite” di diversi paesi. Tra questi, Stati Uniti, Thailandia, Malesia e Singapore, che aveva più volte denunciato per lo scarso rispetto dei diritti umani. Nel ’61, a 29 anni, Oda aveva pubblicato quella che sarebbe poi diventata la bibbia di generazioni di giapponesi che negli anni ’60 e ’70 lasciarono il paese alla scoperta del mondo. Nandemo mite yarō (Voglio vedere tutto) è il diario di viaggio del giovane Oda che dagli Stati Uniti (dove era arrivato nel ’58 per trascorrere un anno da borsista all’Università di Harvard) era ripartito alla volta del Giappone con pochi dollari in tasca, passando per Messico, Europa e India. Come Kerouac in Occidente, Oda ha fatto sognare molti giovani squattrinati e ribelli. In tanti, ispirati dai suoi racconti, hanno lasciato il paese spesso senza farvi ritorno. In Giappone avevano vissuto le stagioni più calde del dopoguerra, quelle delle violente manifestazioni di piazza contro il rinnovo del Trattato di Sicurezza nippo-americano nel 1960 e nel 1970. L’itinerario, divenuto “mitico” come per gli europei quello nel senso opposto alla volta di Kathmandu, prevedeva la traversata Yokohama-Nahotka su navi battenti bandiera sovietica e proseguiva da Khabarovsk sulla leggendaria Transiberiana: una settimana in treno attraverso le steppe sognando l’Europa.

Uscito anche su Diario di questa settimana



Powered by Amisnet.org