Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


INDONESIA, ARRANCANO I SOCCORSI 3/10/09

IL SISMA DI PADANG: EDILIZIA SOTTO ACCUSA 2/10/09

SISMA IN INDONESIA, CATASTROFE ANNUNCIATA 2/10/09

INDONESIA, UCCISO IL CAPO DELLA JI 9/8/09

ATTACCO A JAKARTA 18/7/09

ATTACCO KAMIKAZE SCUOTE GIACARTA 18/7/09

KAMIKAZE NEGLI HOTEL, STRAGE IN INDONESIA 18/7/09

INDONESIA, BOMBE "ISLAMICHE" (?) SUL PRESIDENTE 18/7/09

L'INDONESIA ALLE URNE 8/7/09

INDONESIA / ELEZIONI (CHE NON FANNO NOTIZIA)11/4/09

L’ARTE INDONESIANA E LA SCUOLA INDIANA 16/8/08

IL SEGRETO DEL TEATRO DANZA BALINESE 16/8/08

INDONESIA/CASO MUNIR, IN MANETTE IL MANDANTE 21/6/08

MORTO A GIACARTA IL DITTATORE SUHARTO 27/1/08

LE ULTIME ORE DEL DITTATORE 15/1/08

BALI TRA NOTIZIE, ILLAZIONI E SMENTITE

Secondo la polizia il padrone del minivan-bomba esploso il 12 ottobre avrebbe ammesso di essere il coordinatore locale nell'attentato. Mentre arriva la rivendicazione di Al Qaida e scoppia la polemica sulle rivelazioni di Panorama

Emanuele Giordana

Venerdi' 8 Novembre 2002
Negli ultimi giorni le notizie provenienti dall'Indonesia hanno subito un'accelerazione simile a quella della peggior febbre da "asiatica". Con code polemiche e smentite e un accavallarsi di rivendicazioni e ammissioni per la bomba del 12 ottobre a Bali. L'ultima ammissione è quella di un indonesiano riguardo al suo ruolo nell'attentato. L'ultima rivendicazione è invece quella di Al Qaida che, spiega Cnn, ha enumerato su un sito web già usato in passato, tutte le azioni commesse dalla sigla terroristica, ivi comprese le bombe contro "night club e bordelli" in Indonesia. Le smentite invece riguardano lo "scoop" di Panorama, rilanciato dal Tg5, secondo cui un italiano sarebbe stato arrestato a Bali in connessione alle bombe balinesi. Ipotesi rispedita al mittente dalla famiglia, dalla Farnesina e dalla nostra diplomazia in loco. In questa ridda di voci, indiscrezioni, notizie di fonte anonima, rivendicazioni e smentite sarà dunque bene procedere con le molle. Anche perché molti conti non sembrano tornare.
Partiamo da Pak Amrozi, l'indonesiano possessore del minivan-bomba esploso la notte del 12 a Kuta Beach. Secondo il capo della polizia nazionale Da'i Bachtiar, l'uomo avrebbe ammesso di essere stato il responsabile dell'azione sul campo. L'uomo, che avrebbe ammesso di aver parcheggiato l'autobomba al Sari, secondo la polizia ha rivelato molte cose. Ma in tempi che inducono una certa prudenza e in cui la sigla terrorismo islamico sembra ormai poter coprire ogni nefandezza, sarà anche bene chiedersi, se non altro da semplici curiosi, come mai un terrorista decida di usare la sua macchina per compiere un attentato. Pur confidando nella confusione che forse regna nell'equivalente del PRA indonesiano, usare la propria macchina equivale a lasciare la firma sull'arma che si usa per un delitto.
Quasi contemporaneamente arriva l'attesa rivendicazione di Al Qaida: rivendicazione in tono minore e nascosta in una lunga lista di attentati, dalla Tunisia allo Yemen, per colpire, traduce dall'arabo Cnn, la "Jewish-Crusader alliance". Il messaggio, diffuso in Rete, menziona a proposito di Bali anche i bordelli, forse ad indicare che i luoghi frequentati dagli occidentali sono in realtà case d'appuntamento. Presto per dire quanto valga la tardiva rivendicazione attribuita ad Al Qaida, come frettolosa sembra sia stata l'attribuzione ad Al Qaida di tutto quanto è avvenuto in Indonesia a partire dal 12 ottobre.
Anche il trentasettenne Andrea Sorteni, arrestato a Bali per irregolarità riguardanti la sua permanenza nel Paese, è intanto finito nella macchina di Al Qaida. Prima di leggere quanto su di lui ha scritto Panorama (in edicola oggi) ci si deve accontentare, come ha fatto forse con eccessiva sicurezza Repubblica, del fatto che "secondo le prime indiscrezioni, sarebbe legato ai membri di Al Qaeda sospettati". Intanto la famiglia Sorteni querela, mentre i nostri diplomatici in terra asiatica smentiscono che l'uomo sia stato arrestato in relazione all'attentato. Quanto alla comunità italiana residente a Bali, che da due giorni si sente sotto tiro, tutti si sono chiusi a riccio, per paura di finire in prima pagina come membri di qualche cellula terroristica. La versione ufficiale fornita dalla famiglia e dalla Farnesina è che Sorteni è stato beccato con un passaporto senza i permessi necessari e per aver aperto un locale senza autorizzazione. Secondo un giornalista del settimanale indonesiano Tempo, alla base del suo arresto potrebbe addirittura esserci, ha detto a Radio24, un festa organizzata nel suo locale - la Scandal Discoteque - a cui aveva dato il nome di "explosive party". Giornata di notizie esplosive



Powered by Amisnet.org