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Dopo aver apertamente osteggiato la sua candidatura il capo delle forze armate diserta la cerimonia di giuramento del neo presidente turco. Il profilo dei due grandi protagonisti dello scontro sulla nuova presidenza della Turchia

Nell'immagine, il capo delle forze armate turche Yaşar Büyükanit


Emanuele Giordana

Mercoledi' 29 Agosto 2007

Lo scontro vero non è stato quello tra Abdullah Gül e i 550 membri del parlamento di Ankara. La vittoria del neo presidente era del resto scontata: questione di tempo. Lo scontro vero, e forse solo rimandato, resta quello tra l'ex ministro degli esteri dal passato islamista e il generale Yaşar Büyükanit, 67 anni e venticinquesimo comandante in capo delle forze armate turche (Tsk), un esercito da oltre un milione di soldati. Il generale ha fatto pesare la sua ostilità nei confronti di Gül in più occasioni: quando in aprile il neo capo di stato tentò per la prima volta la carta della presidenza e l'altro ieri alla viglia della sua definitiva elezione a presidente (alludendo al pericolo di “centri del male” che cercano di minacciare la laicità dello stato, una tradizione di cui l'esercito si sente depositario e difensore). Infine ieri, non presenziando al giuramento del neo eletto. Uno schiaffo senza precedenti.
Nato a Kayseri il primo, a Istanbul il secondo, proprio le loro città di origine sembrano incarnare un'immagine che delinea appartenenze diverse. Kayseri, la città dove Gül è nato 56 anni fa, è un piccolo centro dell'Anatolia diventato in questi anni il terreno fertile di una nuova borghesia imprenditoriale della “periferia”, a cui piace il denaro ma anche la tradizione, due aspetti ben incarnati dal Partito della Giustizia di Erdogan (Akp) che ha trasformato il Refah, l'organizzazione islamista da cui tutto è cominciato, in un partito liberista in economica e conservatore in politica interna. Ma aperto all'Europa, il cui ingresso è adesso (in passato la pensava diversamente) uno dei principali obiettivi proprio di Abdullah Gül. Il generale Büyükanit invece viene da Istanbul, la città per eccellenza della Turchia, la Sublime Porta dell'Impero ottomano ma anche il luogo forse più plasmato da Atatürk, il padre di una nazione laica e modernista, aperta all'Occidente ma anche pronta a percorrere la sua strada a qualsiasi prezzo, sotto l'ala protettrice di uno degli eserciti più forti e meglio armati del pianeta. Anche se il profilo resta sempre basso, i militari non si sono mai fatti pregare. Parlano poco in pubblico ma agiscono quando devono farlo. Se c'è un pericolo si muovono subito e sono ricorsi al colpo di stato per ben quattro volte negli ultimi cinquant'anni.
Abdullah Gül a Istanbul ha invece fatto l'università. Parla bene arabo e inglese ed è entrato in politica col Refah nel 1991. Fonda dieci anni dopo l'Akp con Erdogan e, a più riprese, ottiene incarchi di prestigio, da premier a ministro degli Esteri. Ormai però non è più l'uomo politico degli esordi che è stato al fianco di Erdogan anche quando questi è stato condannato per aver letto un poemetto islamista a una manifestazione. Politico a tutto tondo, ha giurato fedeltà alla costituzione laica dello stato e, piaccia o meno ai militari, è adesso di fatto anche il loro capo supremo. E resta comunque un fedelisimo di Erdogan, il capo del partito ma anche l'uomo con da anni fa coppia fissa.
La carriera di Yaşar comincia invece nel 1961 quando esce dall'accademia militare. Negli anni Settanta è capo operativo della sesta divisone fanteria, istruttore, e uomo dell'intelligence. Parla bene inglese e viene destinato a incarichi internazionali. Prima in Belgio e, alla fine degli anni Ottanta, dopo un nuovo diploma alla Scuola di difesa della Nato, in Italia – a Napoli - dove viene nominato capo del dipartimento di intelligence del Comando Nato del Sud. E' dopo la parentesi italiana che, superati alcuni passaggi, diventa finalmente generale nel 2000. Una carriera ormai in salita che lo porta all'ufficio più importante del Türk Silahlı Kuvvetleri, l'esercito turco, la seconda forza militare dell'Alleanza atlantica.
Anche sul fronte famigliare i due sono molto diversi. Hayrunisa, la moglie di Abdullah Gül (hanno tre figli), è diventata famosa per i suoi “veli d'autore” e sarà la prima first lady turca a portarne uno in testa. Quanto al generale, è sposato con madame Filiz, da cui ha avuto una figlia. Le sue fotografie sono merce rara, ma comunque Filiz il velo non lo porta.

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